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Architettura tra estetica e libertà: Lloyd Wright a Torino

Alla Pinacoteca Agnelli una mostra sul grande maestro americano

6 Aprile 2018

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Torino (askanews) - Disegni originali, fotografie, pubblicazioni: la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino esplora il genio dell'architetto Frank Lloyd Wright con una mostra carica di fascino, che nasce, come ci ha spiegato la direttrice del museo Marcella Pralolmo, dalla collaborazione con istituzioni americane.

"Abbiamo avuto l'occasione di avere questo nucleo di 50 disegni di Frank Lloyd Wright - ha spiegato ad askanews - dalla Avery Library, biblioteca della Columbia University, un nucleo significativo di progetti che loro hanno acquisito nel 2013 e che è stato possibile esporre grazie a un accordo con la biblioteca che prevede anche che noi presteremo alla Columbia un nostro dipinto".

In mostra tavole originali che documentano alcuni degli edifici più celebri del Novecento, come la Casa sulla cascata della Pennsylvania oppure il museo Guggenheim di New York, ma anche progetti, come nel caso dei grattacieli, che mai sono arrivati a essere realizzati realmente. Ma la cui bellezza, estetica e non solo progettuale, resta indubitabile.

"Secondo me - ha aggiunto Marcella Pralolmo - è importante anche per gli studenti di Architettura vedere queste opere dal vero, proprio per ricordarsi quanto è decisivo il disegno".

La mostra, curata da Jennifer Gray, è intitolata "Frank Lloyd Wright tra America e Italia", e l'ultima sezione espositiva è proprio dedicata al rapporto tra l'architetto e il nostro Paese, ben esemplificato, per esempio, dal progetto, rimasto sulla carta, per un palazzo a Venezia. Ma la sua lezione ha avuto anche una valenza politica più ampia.

"Nel Dopoguerra - ha concluso la direttrice della Pinacoteca Agnelli - Frank Lloyd Wright è stato l'esempio per la ricostruzione dell'Italia, ha insegnato anche attraverso tanti architetti italiani, Bruno Zevi, Morassutti e tanti altri, questa idea di ricostruire la nazione seguendo dei principi come la libertà e la democrazia. E' stato un modello che tutti hanno voluto seguire per questa architettura organica, nella quale natura e architettura si integrano e ricostruiscono un intero Paese".

La mostra torinese resta aperta al pubblico all'interno del complesso del Lingotto fino al 1 luglio.

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