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Whistleblowing tra privacy e tutele: una rivoluzione culturale

Fumagalli (Unione Fiduciaria): le garanzie dell'outsourcing

21 Marzo 2018

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Milano (askanews) - Whistleblowing: per le aziende italiane - sia pubbliche sia private - è l'innesco di una piccola ma importante rivoluzione che ha impatti sia sull'organizzazione interna, sia sui valori culturali e etici con i quali si approccia chi segnala l'illecito, sia -infine- sull'insieme delle tutele che devono proteggere anche chi è oggetto della segnalazione. "La prima cosa da fare è quella di creare una cultura diversa - spiega Giorgio Martellino, presidente dell' Associazione Italiana Trasparenza e Anticorruzione AITRA - Purtroppo in Italia il concetto del Whistleblowing è visto più nella sua accezione di delazione che nell'accezione positiva, di colui che apporta una misura di prevenzione contro la corruzione. Come associazione, quindi, la prima cosa da fare è un cambiamento culturale da realizzare attraverso la formazione, e poi anche attraverso l'adeguamento di alcuni strumenti che dovrebbero rendere più agevole l'utilizzo dei meccanismi di tutela".

Della nuova normativa sul Whistleblowing a pochi mesi dalla sua entrata in vigore se ne è parlato a Milano nel corso di un incontro di lavoro organizzato dalla rivista Top Legal. Tra le tematiche affrontate: gli snodi più complessi che le aziende devono risolvere nel dare attuazione alla nuova legge. "La criticità principale è quella di individuare la persona o l'unità organizzativa a cui dare la gestione delle segnalazioni - dice Marcello Fumagalli direttore Area Consulenza Banche di Unione Fiduciaria - Molte aziende soprattutto nelle realtà industriali si stanno rivolgendo all'outsourcing, e in particolar modo stanno valutando Unione Fiduciaria come partner a cui delegare questa importante attività, però il punto nodale è questo: a chi attribuire la segnalazione".

Nel confronto tra le due possibili strade - outsourcing o struttura interna all'azienda - entrano in gioco più variabili e dal peso diverso a seconda della tipologia aziendale. L'outsourcing, è emerso nel corso del dibattito, risulterebbe più funzionale in linea complessiva, e a maggior ragione per le aziende che hanno necessità di tutelare la riservatezza su asset e attività. "Certamente le aziende medio grandi potrebbero trarre molto vantaggio dall'outsourcing per evitare che le segnalazioni riservate possano andare in mano a soggetti non corretti. - conferma Fumagalli - Dandole in outsourcing il vantaggio è che le segnalazioni, venendo gestite da un team specializzato che sa interpretarle e sa valutarne l'impatto da tutti i punti di vista, possono essere indirizzate correttamente nei confronti dell'unità dell'azienda interessata realmente a quel tipo di illecito o segnalazione di frode".

L'incontro di lavoro a Milano ha visto la partecipazione di oltre duecento rappresentati di aziende, responsabili Hr, Legal, e Compliance.

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