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Whistleblowing: procedure in outsourcing garanzia di indipendenza

Fumagalli, Unione Fiduciaria: gestione esterna a canone variabile

16 Marzo 2018

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Milano (askanews) - Outsourcing o presidi interni? La nuova normativa sul Whistleblowing - ovvero sulle procedure che tutelano chi segnala illeciti o comportamenti potenzialmente dannosi all'interno di un'impresa - spinge le aziende a dotarsi di nuovi presidi di protezione, che però in molti casi sono lontani, culturalmente e organizzativamente, dalle specifiche attività di business. La scelta poi se ricorrere all'outsourcing o sviluppare competenze e piattaforme interne coinvolge non poche variabili, tra le quali anche quelle di costo e di efficacia. "Spesso le società estere si avvalgono di outsourcer, ovvero di società specializzate che consentono all'ente o all'azienda di delegare tutte le attività di gestione della segnalazione - spiega Marcello Fumagalli, direttore Area Consulenza Banche di Unione Fiduciaria - A differenza dell'Italia dove spesso la segnalazione è gestita all'interno dell'azienda, all'estero c'è la prassi di dare all'esterno la gestione di tutte le segnalazioni in ambito Whistleblowing".

Della nuova disciplina sul Whistleblowing, delle esperienze estere, e delle migliori soluzioni applicative già sviluppate in Italia se ne è discusso a Milano, nel corso di un incontro di lavoro organizzato da Assosim. Tra i temi affrontati anche quello di come orientarsi nella scelta tra un fornitore esterno o competenze interne da sviluppare. "Vantaggi e svantaggi ci sono in entrambe le soluzioni - prosegue Fumagalli - Va detto che qualche mese fa Confindustria ha emanato delle linee guida dove si auspica che gli associati diano in outsourcing la gestione delle segnalazioni per un discorso di indipendenza. La segnalazione, come spesso accade, potrebbe riguardare soggetti apicali; e affidare la segnalazione all'esterno assicura indipendenza nella gestione della procedura. E questo consente una corretta gestione del flusso segnaletico e dell'intero processo di gestione della segnalazione".

L'introduzione della nuova normativa sul Whistleblowing, oltre a un diffuso apprezzamento, ha fatto registrare però anche alcune critiche da parte delle imprese che vedono nelle prescrizioni della legge un nuovo costo. "Tutte le attività hanno un costo - conclude Fumagali - La gestione in outsourcing è però vista favorevolmente, perché le società non hanno la necessità di creare dei presidi interni, delegando ad un terzo l'attività di gestione. Come Unione Fiduciaria poi abbiamo previsto un canone variabile. Nel senso che si chiede un costo in relazione con le segnalazioni ricevute. Così che l'azienda che non dovesse mai avere segnalazioni non avrebbe costi".

Varata a fine a fine 2017 la normativa sul whistleblowing offre alle imprese italiane, pubbliche e private, uno strumento importante per garantire efficienza e protezione dei valori aziendali, e tutela del dipendente fedele.

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