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Il Pd riparte da Maurizio Martina: staremo all'opposizione

Assente Renzi, l'ex segretario: mi dimetto ma non mollo

13 Marzo 2018

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Roma (askanews) - "La nostra sconfitta è stata netta... continueremo a servire i cittadini dall'opposizione". Ha le idee chiare Maurizio Martina, nominato reggente del Partito democratico nella prima direzione del partito post-Renzi che, pur dimissionario, sottolinea di "non essere disposto a mollare e a lasciare il futuro agli altri".

Il Pd riparte dunque con una guida "collegiale" e con Martina che fa da garante confermando, almeno per ora, la linea renziana, ricompattando il partito e preannuncando per il futuro anche "cambiamenti radicali" senza "accordi di vertice" ma senza fretta.

"Il progetto ha bisogno di nuove idee ma nel frattempo - ha assicurato - cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarà chiamato. Lo farò con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso".

La relazione di Martina ha trovato un consenso pressoché unanime, con solo 7 astenuti, quelli dell'area di Michele Emiliano che chiede "un nuovo inizio" e rilancia il dialogo con il M5s che però non sembra la strada che la maggioranza del partito intende seguire.

Graziano Delrio, indicato come possibile candidato segretario, ha dato invece il proprio via libera a Martina, così come Andrea Orlando, leader della minoranza Dem.

La prossima assemblea del Pd dovrebbe tenersi entro il 5 aprile ma potrebbe slittare per non sovrapporsi ai passaggi istituzionali importanti come la nomina dei presidenti di Camera e Senato e le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo.

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