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Bossi: intese dipendono da programmi, no reddito cittadinanza

Per il fondatore della Lega aumentano tasse o salta Inps

9 Marzo 2018

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Milano (askanews) - Seduto in disparte, ma i giornalisti e le troupe lo hanno preso comunque d'assalto: il fondatore della Lega Umberto Bossi ha espresso il suo pensiero sul partito dopo il successo alle elezioni partecipando al palazzo delle Stelline di Milano al primo incontro dei 183 parlamentari appena eletti. Si va dall'ipotesi di Matteo Salvini premier, che si può realizzare con il via libera di Berlusconi, al programma dei 5 Stelle. Dipenderà al Cavaliere se Salvini avrà o meno l'incarico da premier?

"Se lo dice lui ... che lo liberi".

Ma da questo punto di vista la Lega con chi potrebbe avere un'intesa per un appoggio esterno, che tipo di scenario politico immagina?

"E' un problema di programmi. I 5 Stelle parlano di reddito di cittadinanza ma non hanno mai detto chi lo paga, se lo lasciano sulla fiscalità generale vuol dire che devi aumentare le tasse, se lo lasci come faceva la sinistra a carico dell'Inps e non ci sono le pensioni".

Chi è che sente più vicino per il federalismo?

"La sinistra ci ha dato una mano durante il referendum sull'economia, il problema è quali competenze si danno".

Il risultato raggiunto da Salvini è comunque un buon risultato per il cosiddetto Senatur. "È un bel risultato, è riuscito ad eguagliare quanto avevo preso io al tempo della secessione, siamo andati a Roma con 180 parlamentari". "Per il Sud un problema di contenuti e programmazione, il grosso sbaglio che hanno fatto Dc, comunisti e socialisti, il mancato sviluppo industriale. Oggi se non lavori non paghi i contributi le casse dell'Inps si azzerano".

Il paradosso è che la Lega potrebbe salvare il Sud? "Non so se si può fare, non so se si può recuperare quello che comunisti e democristiani non sono riusciti a fare" ha detto Bossi.

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