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Bangladesh, Msf: dopo 6 mesi la fuga dei Rohingya continua

Con l'arrivo delle piogge si rischia un'emergenza nell emergenza

1 Marzo 2018

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Cox's Bazar, Bangladesh (askanews) - In sei mesi, dal 25 agosto 2017 a oggi, sono circa 700mila i rifugiati Rohingya fuggiti dal Myammar per trovare rifugio nel distretto meridionale di Cox's Bazar, in Bangladesh, dove vivono in campi sovraffollati e in precarie condizioni igienico-sanitarie. Una dramma senza fine; nonostante l'accordo tra Dacca e Naypyidaw per il rimpatrio, ogni settimana ancora oggi centinaia di rifugiati raggiungono il Bangladesh attraversando il fiume Naf.

L'emergenza umanitaria ha portato Medici Senza Frontiere a incrementare le proprie operazioni in Bangladesh, con oltre 2mila operatori tra medici, infermieri, logisti e da agosto a dicembre sono state effettuate oltre 200mila consultazioni mediche, una media di 1.600 al giorno.

Le condizioni di vita nello stato di Rakhine in Myanmar, regione di provenienza della minoranza musulmana birmana, restano ancora oggi insostenibili, da quanto raccontano i Rohingya agli operatori di Medici senza frontiere sul campo.

Non appena arrivano nei campi, i rifugiati Rohingya raccontano di sentirsi insicuri, di aver vissuto minacce e violenze nei loro villaggi, di aver venduto i loro beni per avere i soldi necessari per salire su una barca e fuggire. Per loro, rimanere nel proprio villaggio non rappresenta più un'opzione.

A preoccupare, ora, però è anche l arrivo della stagione delle piogge, che potrebbe scatenare un'emergenza nell'emergenza.

L elevata densità nei campi e il loro accesso limitato, il fatto di non essere stati regolarmente vaccinati contro le malattie trasmissibili, sono tutte condizioni che mettono i Rohingya a rischio di un emergenza sanitaria. I medici stanno curando casi di morbillo, infezioni del tratto respiratorio e diarrea, malattie legate alle durissime condizioni di vita nei campi. Sono stati 4.280 i casi di difterite, in maggior parte su ragazzi tra i 5 e i 14 anni.

Uno studio sulla mortalità condotto a dicembre 2017 ha rivelato che almeno 6.700 Rohingya sono stati uccisi in Myanmar nel primo mese dopo lo scoppio delle violenze, tra loro 730 bambini al di sotto dei 5 anni.

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