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La strage di Cisterna, spara alla moglie e uccide le figliolette

Si suicida il carabiniere; non accettava la separazione

28 Febbraio 2018

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Cisterna di Latina, (askanews) - Una mattanza, questa volta a Cisterna di Latina dove un carabiniere ha ucciso le due figliolette e ha tentato di ammazzare la moglie, poi si è suicidato. L'ennesima donna distrutta da un compagno che non accetta la separazione; Luigi Capasso, 44 anni, all'alba ha aspettato la moglie che usciva di casa per andare al lavoro alla Findus, le ha sparato, poi si è barricato in casa con le bambine di 8 e 13 anni. La donna unica sopravvissuta è ricoverata al San Camillo a Roma. Una tragedia annunciata, dicono gli amici.

"Siamo venuti perché l'abbiamo letto sul giornale e ho capito subito che era lei. Cisterna, due bambine in ostaggio... Siamo venuti di corsa. L'abbiamo accompagnata pure in questura per fare la denuncia. Ma lei ci teneva, diceva le mie figlie devono avere un padre onesto, non un padre schedato. Lei ci teneva tanto alla famiglia".

I corpi sono tutti all'obitorio di Cisterna, spiega il titolare dell'agenzia delle pompe funebri. E' probabile che le bambine siano state uccise dal padre appena entrato in casa; Luigi Capasso invece si è ammazzato diverse ore dopo, mentre le forze dell'ordine speravano di trattare per salvare le piccole.

"Io essendo del mestiere presumo di sì perché già erano molto rigide le ragazzine. Noi siamo arrivati lì abbiamo solo avuto l'ordine di recuperare le salme e portarle via. Il colpo all'uomo? Sul viso. Le bambine? Una all'addome la più grande ela più piccola dietro la schiena. "Sono state uccise nel sonno?" "Non credo. La più grande era a terra, e la piccolina stava nel lettone. Lui era vicino al letto matrimoniale, vicino al letto grande dove era la piccolina dentro, e la più grande era in cameretta sua".

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