Cerca

"Sogno di un astronauta", a Brescia il concerto per beneficenza

La suite ideata dal compositore italiano Leonardo di Lorenzo

16 Febbraio 2018

0

Brescia, (askanews) - L'11 maggio 2009 lo space shuttle Atlantis decollava per la missione Sts-125. Obiettivo: effettuare l'ultima manutenzione del telescopio orbitante Hubble; ai comandi c'era Scott Altman che fu anche uno dei "veri" piloti nel film cult "Top Gun". Due anni dopo, il 21 luglio 2011, la stessa navetta spaziale toccava per l'ultima volta la pista di atterraggio del Kennedy Space Center, facendo calare il sipario sul Programma Space Shuttle, durato 30 anni.

Per celebrare l'importante lancio del 2009, il Caltech (California Institute of Technology), l'università americana che forma i futuri scienziati della Nasa, commissionò al compositore italiano Leonardo di Lorenzo l'opera musicale 'Sogno di un astronauta', poi eseguita nella storica "Dabney Lounge" del campus americano e che, 9 anni dopo, domenica 11 febbraio 2018, è tornata in scena per beneficenza in Italia, al Teatro Grande di Brescia.

"L'ho chiamato 'Sogno di un astronauta' - ha spiegato l'autore - perché cerco sempre di scrivere avendo una storia in testa e per me sognare anch'io stesso di essere un astronauta e quindi di creare questo sogno in musica anche per me stesso era una cosa molto affascinante e divertente, io mi sono molto diverto a scrivere questi 3 quadri".

"La suite - ha concluso di Lorenzo - si divide in 3 movimenti: il decollo, il paesaggio lunare e poi questo movimento che si chiama 'Non siamo soli', che rappresenta l'unione degli astronauti con gli alieni, non in senso biblico ma l'incontro e che un pochettino cerca di mandare questo messaggio di abbattere la paura nei confronti delle cose che non conosciamo".

L'evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Brescia e con il patrocinio dell'Associazione Culturale Orbiter e dell'Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani, ha permesso di raccogliere fondi a favore dell'associazione Spedali civili di Brescia - Ospedale dei bambini.

"È una metafora - ha concluso il compositore - perché alla fine siamo tutti un po' astronauti, vogliamo tutti decollare e andare sulla Luna".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

ultime news