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Rimborsopoli, Di Maio in banca con Le Iene: ridati 370mila euro

"Cacceremo le pecore nere, via chi ha tradito la nostra fiducia"

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Roma (askanews) - A meno di 3 settimane dalle elezioni politiche, il Movimento 5 stelle è alle prese con lo scandalo rimborsopoli, relativo alla mancata restituzione, su base volontaria, da parte dei alcuni portavoce del movimento, di una frazione delle rispettive indennità, come promesso.

Con questo servizio, Filippo Roma e Marco Occhipinti del programma televisivo di Mediaset "Le Iene" hanno sostenuto che alcuni candidati pentastellati avrebbero revocato l'ordine di bonifico, mentendo, di fatto, sul versamento di quanto promesso al Fondo del microcredito, creando un buco da oltre un milione di euro rispetto alla cifra prevista che comunque è vicina ai 23 milioni di euro.

Una circostanza che ha spinto il candidato premier Luigi Di Maio a prendere le distanze, dicendo che avrebbe cacciato le "pecore nere" che hanno tradito la fiducia degli iscritti e i principi del movimento.

I candidati disubbidienti si sono impegnati a rinunciare all'eventuale elezione, ma ormai lo scandalo sta assumendo proporzioni tali da spingere il Movimento a chiedere al Ministero dell'Economia l'accesso agli atti per avere l'elenco dei portavoce che hanno effettuato i versamenti con il totale dell'importo versato nei 5 anni da ognuno di loro.

Intanto, Luigi Di Maio dal canto suo fa sapere, sulla sua pagina Facebook, di aver verificato assieme a Filippo Roma, come d'accordo, tutti i bonifici che lui stesso ha effettuato al fondo per il Microcredito per un totale di oltre 150mila euro, certificato dal direttore della banca. "Ho anche rinunciato alle indennità aggiuntive da vice presidente della Camera - scrive - in tutto ho restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370mila euro".

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