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Olimpiadi, nell'azienda svizzera che realizza i kit anti-doping

Modifiche last minute per i Giochi di Pyeongchang

8 Febbraio 2018

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Roma, (askanews) - Impossibile manipolare il nostro test anti-doping. Così garantiscono alla Berlinger, l'azienda Svizzera che ha realizzato gli oltre 4000 kit che saranno usati durante le Olimpiadi di Pyeongchang in Corea del Sud per controllare gli atleti.

"La sicurezza dei nostri prodotti è garantita - assicura Andrea Berlinger Schwyter, CEO dell'azienda - vengono realizzati con un sistema di chiusura high-tech che abbiamo sviluppato noi, le bottigliette in cui si raccoglie il campione, una volta chiuse, non possono essere assolutemente riaperte senza lasciare traccia".

La ditta è dovuta tornare ai modelli di flaconi già utilizzati in occasione dei Giochi di Rio del 2016, perché una parte dei contenitori di nuova generazione per la raccolta delle urine degli atleti, realizzati per la Corea del Sud, si era rivelata non del tutto affidabile secondo l'Agenzia mondiale antidoping (Wada). Alcune fiale a quanto pare, sarebbero risultate facilmente apribili manualmente dopo il congelamento. Nei controlli, infatti, si usano due flaconi per due distinte analisi. Una viene congelata e analizzata solo nel caso in cui venga messo in discussione l'esito del primo test.

Un motivo sufficiente, comunque, soprattutto dopo gli ultimi scandali che hanno travolto il mondo dello sport russo e i campioni di Sochi, per chiedere che venisse utilizzato il vecchio modello, il cui sistema di chiusura, ha garantito la ditta produttrice che da anni ormai li realizza per le Olimpiadi e le competizioni internazionali più importanti, è stato adesso anche migliorato.

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