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Sit-in dei curdi contro Erdogan: non ricevetelo, è un assassino

Presenti anche i giornalisti di Articolo 21, Fnsi e No Bavaglio

5 Febbraio 2018

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Roma, (askanews) - In una Roma blindata per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, non sono mancate le manifestazioni per i diritti umani, la libertà di espressione e contro la nuova offensiva turca in Siria contro i curdo-siriani.

Un sit-in di protesta è stato organizzato dall'Associazione dei curdi in Italia a Castel Sant'Angelo, a pochi passi dal Vaticano.

Rasho Mohamad, cittadino curdo-siriano:

"Ogni famiglia ha perso due o tre figli, che colpa hanno i curdi? Questa è la ricompensa per avere combattuto contro Daesh, abbiamo liberato Raqqa, abbiamo liberato Tabqa - ha raccontato - Io sono un curdo di Afrin. Qual è la nostra colpa? Abbiamo perso i nostri cari, abbiamo perso i nostri nipoti di 10, 15, 5 anni. Avete visto questa fotografia? Qual è la loro colpa? Spero che il Papa lo mandi indietro, non può ricevere un assassino. E' un terrorista perché ha ucciso migliaia di gente".

Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione di giornalisti e di rappresentanti di Articolo 21, Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e Rete No Bavaglio. Articolo 21 e Fnsi hanno scritto una lettera aperta rivolta a Papa Francesco, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni, sottoscritta dall'European Centre for Press and Media Freedom, Reporter senza frontiere, International press institute e molte altre organizzazioni per la liberà di informazione, in cui si denuncia che "sotto le spoglie dello stato di emergenza e della lotta al terrorismo, decine di migliaia di persone sono state vittime di una repressione arbitraria che continua a peggiorare e colpisce tutte le categorie della popolazione, tra cui i giornalisti, ben 170 sono attualmente detenuti.

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