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Uno standard ISO per garantire alle imprese acquisti sostenibili

Il contributo di DNV-GL alla tappa torinese del Salone della CSR

5 Febbraio 2018

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Torino (askanews) - Dal controllo a valle della catena dei fornitori in termini di sostenibilità e responsabilità alla definizione, a monte, di strategie e modelli di CSR integrati nei processi aziendali: è un passaggio culturale e organizzativo che - secondo DNV-GL, uno dei principali enti di certificazione al mondo - le aziende devono affrontare per dare maggiore solidità e concretezza alle proprie strategie di responsabilità e sostenibilità. Uno strumento importante per realizzare questo passaggio è il nuovo standard ISO 20400 che con una serie di dinamiche e misurazioni chiarisce cosa sono gli acquisti sostenibili e come implementarli. "Va a valutare la capacità delle organizzazioni di integrare la sostenibilità nei processi di acquisto - spiega Valeria Fazio, Sustainability Services Development Manager di DNV-GL - generando un passaggio dal 'responsible sourcing', ovvero dal controllo ex post dei fornitori, che è un percorso costoso sia per l'azienda che deve metterlo in piedi sia per le piccole e medie che devono subirlo, al sustainable procurement, ovvero la sostenibilità integrata nei processi decisionali e negli acquisti. E se consideriamo che gli acquisti hanno un peso fortissimo nel Pil anche a livello di sistema paese, direi che è un passaggio sicuramente importante".

Del nuovo standard ISO 20400 se ne è parlato a Torino, nel corso della seconda tappa del tour italiano "Le rotte della Sosteniblità" che il Salone della CSR e dell'Innovazione sociale ha organizzato in vista dell'appuntamento nazionale a Milano il 2 e 3 ottobre.

Va sottolineato che l'ISO 20400 non è uno standard certificabile, ma tuttavia ha una forte impatto sulle imprese per misurare l'efficacia delle proprie scelte di sostenibilità nelle catena dei fornitori. E non solo. "Occorre lavorare molto per creare un domanda di sostenibilità - conclude Fazio - Credo che di offerte di sostenibilità negli ultimi 20 - 25 anni se ne siano sviluppate tante. Ma occorre anche che il consumatore sia in grado di capire il valore di quello che c'è sul mercato e credo che standard come la 20400, che non sono certificabili, ma che aiutano ad acquistare in modo sostenibile e responsabile vadano in questa direzione: fare chiarezza e trasparenza anche verso il consumatore".

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