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Siria, Rex Tillerson: legittimo diritto della Turchia difendersi

Toni misurati segretario Usa: preoccupati per incidenti turchi

22 Gennaio 2018

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Londra, (askanews) - L'offensiva turca contro l'enclave curda siriana di Afrin ha rischiato di provocare la rabbia della superpotenza Usa contro l'alleato turco, ma le reazioni di Washington rimangono misurate.

"Gli Stati Uniti sono in Siria per sconfiggere l'Isis e lo abbiamo fatto con una coalizione di partner e con le Forze democratiche siriane (Sdf, guidate dai curdi), che in particolare comprendono curdi, arabi ed elementi di forze cristiane, è un gruppo davvero multietnico di combattenti che difendono il loro territorio natale. E quindi siamo preoccupati per gli incidenti turchi nel nord della Siria": lo ha detto il capo della diplomazia Usa, Rex Tillerson, in un incontro con il suo omologo britannico Boris Johnson a Londra.

L'SDF è un'alleanza di combattenti curdi e arabi impegnati nella guerra contro i jihadisti. La loro componente principale è la milizia curda delle Unità di Difesa del popolo (YPG), che Ankara, un altro alleato di Washington, considera un gruppo terroristico.

"Riconosciamo e apprezziamo pienamente il legittimo diritto della Turchia di difendere i propri cittadini da elmenti terroristici che potrebbero lanciare attacchi contro i cittadini turchi sul territorio turco dalla Siria", ha aggiunto Tillerson.

"Siamo impegnati con la Turchia e siamo impegnati anche con le leadership della nostra coalizione, stiamo chiedendo a entrambe le parti di dare prova di moderazione e per favore di ridurre al massimo l'impatto sui civili, dato che abbiamo già riportato troppe vittime civili. E vedere cosa possiamo fare per accogliere le legittime preoccupazioni di sicurezza della Turchia", ha concluso.

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