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Medio Oriente, Pence a Gerusalemme: ambasciata Usa entro il 2019

Il leader palestinese Abu Mazen all'Ue: riconoscete la Palestina

22 Gennaio 2018

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Gerusalemme (askanews) - L'ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme aprirà entro la fine del 2019. Lo ha confermato nel corso della sua visita nella città israeliana il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, che ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu salutato con la frase: è un grande onore e un privilegio essere nella "capitale di Israele", Gerusalemme.

Parole che alimentano il vespaio di polemiche causato dalla decisione del presidente Donald Trump di spostare la sede diplomatica americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Pence, accolto con onori e gratitudine in Israele ma anche dalle proteste dei palestinesi, ha evocato la possibilità di una "nuova era" per gli sforzi di pace con i palestinesi, malgrado la loro collera e il boicottaggio della visita.

Pence è arrivato in Israele domenica 21 gennaio 2018 per una visita di meno di 48 ore. I leader palestinesi hanno deciso di snobbare Pence che non incontrerà nessuno di loro durante questo suo primo tour nella regione.

Nel frattempo, nella giornata di lunedì 22 gennaio, il presidente palestinese Abu Mazen ha lanciato un appello all'Ue a riconoscere la Palestina come Stato indipendente.

"Rispettiamo la posizione dell'Unione europea - ha detto - vediamo davvero l'Unione europea come un partner e un amico e chiediamo ai suoi Stati membri di riconoscere rapidamente la Palestina e confermiamo che non esiste alcuna contraddizione tra riconoscimento e ripresa dei negoziati di pace".

Lo status di Gerusalemme è una delle questioni più difficili del conflitto israelo-palestinese. Israele, che nel 1967 ha occupato Gerusalemme Est con le armi, l'ha annessa e ha proclamato l'intera città sua capitale indivisibile. L'annessione è considerata illegale dalle Nazioni Unite. I palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come la capitale del loro futuro Stato. Israeliani e palestinesi hanno sospeso i negoziati di pace nel 2014 e da allora ogni sforzo diplomatico per una ripresa è risultato vano.

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