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Chiude "Take Me I'm Yours", una festa con artisti e pubblico

Pirelli HangarBicocca: oltre 110mila visitatori in 2 mesi e mezzo

15 Gennaio 2018

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Milano (askanews) - "Questo è un finissage, ma non la fine della mostra". Gioca su un apparente paradosso Hans Ulrich Obrist per salutare la conclusione di "Take Me I'm Yours", la mostra da lui ideata anni fa con Christian Boltanski e che è andata in scena anche in Pirelli HangarBicocca a Milano. Non è la fine, ha poi spiegato Obrist, sia perché l'esposizione continuerà il suo giro del mondo sia perché le sue stesse regole, che chiedevano espressamente al pubblico di portare via le opere, fanno sì che ciascun visitatore possa in qualche modo prolungare la mostra a modo suo. E Roberta Tenconi che ha curato il progetto insieme a Obrist, Boltanski e Chiara Parisi, confessa che anche per i musei c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. "Abbiamo imparato - ha detto ad askanews - che le mostre sono belle anche se cambiano continuamente, anche se hanno regole assolutamente inaspettate, che non necessariamente bisogna fare quello che si fa normalmente".

Per celebrare l'ultimo giorno di "Take Me I'm Yours" in Pirelli HangarBicocca è andata in scena una giornata di performance, incontri e talk, significativamente intitolata "Generosity", che ha visto ancora una volta una grande folla di partecipanti, oltre che la presenza di artisti come Alberto Garutti, Maurizio Nannucci, Francesco Vezzoli, Giorgio Andreotta Calò... Oltre naturalmente a una leggenda vivente come Boltanski. "L'idea della mostra - ha spiegato l'artista francese al pubblico - era anche quella di divertirsi, di tornare bambini. E pure di mostrare che perfino l'arte è qualcosa che ha a che fare con l'infanzia".

Forse proprio questo aspetto, insieme ovviamente alla suddetta generosità, è l'elemento più nuovo, almeno per il panorama italiano, dove ancora perdurano certe incomprensibili reverenze (e di conseguenza paure e divisioni) di fronte alla cultura. Che l'arte contemporanea prova ad abbattere, almeno in questo caso in modo diretto e con il riscontro del pubblico. "La mostra - ha aggiunto Roberta Tenconi - si chiude con numeri incredibili, chiude con un passaggio di oltre 110mila persone, assolutamente inaspettato. Sono 110mila persone che sono collezionisti e che possono ricreare la mostra in casa propria e rifarla ovunque vogliano, in qualsiasi momento, anche solo con una selezione di opere. Quindi direi che siamo felicissimi".

E così ecco che un visitatore della mostra vince davvero una cena con Douglas Gordon, e così ecco che l'artista nigeriana Otobong Nkanga offre ai ragazzini delle piante di cui prendersi cura.

Insomma, l'arte contemporanea ha mostrato qui in Pirelli HangarBicocca una faccia che è tanto "diversa" quanto "vera". E dall'unione virtuosa di questi due aggettivi, dopo la giornata della generosità, si può pensare di costruire i passi successivi verso un sistema dell'arte che possa essere più aperto senza perdere la dimensione di ricerca inquieta.

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