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A Torino il primo negozio in cui si paga con i Bitcoin

"Lo usano soprattutto uomini, con background informatico"

19 Dicembre 2017

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Roma, (askanews) - Da Internet alla cassa dei negozi: il Bitcoin può essere usato anche per fare piccoli acquisti quotidiani. Succede a Torino, a due passi dalla Mole Antonelliana, nel negozio Ullalà di via Sant'Ottavio, dove è possibile pagare in Bitcoin oggetti per la casa, articoli di cartoleria e addobbi natalizi rigorosamente, made in Piemonte o prodotti da aziende italiane, come ci tiene a precisare il titolare Roberto Malanca.

Un passato da informatico, Malanca è consigliere dei Cinquestelle in Comune. Sulla porta del suo negozio campeggia il cartello "Bitcoin accepted here" .

La novità l'ha introdotta tre anni fa: all'epoca neanche immaginava che un singolo Bitcoin potesse arrivare a valere 15mila euro e che la criptovaluta potesse debuttare alla borsa di Chicago, ma oggi il numero dei clienti che lo usano è in crescita costante, ci dice.

"Ci siamo agganciati ad un circuito che ci consente di accettare questo tipo di valuta, convertirla in euro al valore corrente e soddisfare le normative fiscali".

Sono più gli uomini che le donne a usare i Bitcoin, racconta Malanca: "Spesso sono persone che hanno un background informatico, che lavorano in banche o istituzioni finanziarie e che hanno un livello di cultura tecnica medio elevato. Sono persone sopra i 30 anni, ma anche più giovani, generalmente maschi".

Da Ullalà il cliente può pagare con bancomat, carte di credito e vari metodi di pagamento elettronico anche per una matita da 80 centesimi e anzi l'idea di Malanca è quella di aprirsi ad altre criptovalute.

"Il bitcoin in questo ultimo periodo ha alzato tantissimo il proprio valore e quindi anche le commissioni hanno un valore elevato. Stiamo guardando ad altri tipi di valuta, come Ethereum, che ha una capitalizzazione maggiore e un numero di clienti maggiore".

Il blockchain, il software alla base delle criptovalute, per Malanca dovrebbe essere usato anche per scopi sociali ed etici o anche per rivoluzionare alcuni processi della pubblica amministrazione: "In Comune si sta pensando a dei progetti basati sulla tecnologia blockchain, in alcuni assessorati sono abbastanza avanti".

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