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Argentina, scontri polizia-manifestanti contro riforma pensioni

Giudicata incostituzionale la manovra da 100 miliardi di pesos

19 Dicembre 2017

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Buenos Aires (askanews) - Nuovi violenti scontri a Buenes Aires, in Argentina, tra agenti di polizia e manifestanti scesi in piazza per protestare contro il disegno di legge sulla riforma delle pensioni, proposto dal governo di centrodestra del presidente Mauricio Macri, giudicato incostituzionale.

Migliaia di attivisti, innalzando cartelloni e striscioni, hanno creato delle barriere di fuoco e lanciato pietre, bottiglie e petardi contro i poliziotti che hanno risposto usando nei loro confronti getti d'acqua e proiettili di gomma. Diversi gli arresti.

I principali sindacati del Paese sudamericano hanno invitato il popolo allo sciopero e alla mobilitazione generale contro le scelte del governo che ha cercato, per la seconda volta, di approvare il provvedimento, dopo il primo tentativo interrotto proprio a causa della escalation di violenza e proteste, il 14 dicembre 2017.

"Fondamentalmente questa riforma danneggia gli anziani - dice quest'uomo - quelli che stanno lavorando ora e che continueranno a lavorare".

"L'unico modo che questo esecutivo ha di governare è usare la repressione - aggiunge un altro manifestante - è un governo neoliberista e come tale può governare solo reprimendo".

Macri ha cercato di modificare i pagamenti delle pensioni al fine di ridurre il deficit del Paese, stimato nel 5% del Pil. Il suo obiettivo è creare per l'anno 2018 un risparmio di circa 100 miliardi di pesos.

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