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Lavoro e carcere, a Pozzuoli nasce la sartoria Marinella

Il ministro Orlando all'inaugurazione del laboratorio

15 Dicembre 2017

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Napoli, (askanews) - Una sartoria artigianale nel carcere femminile di Pozzuoli, un progetto congiunto fra la celebre casa Marinella produttrice di cravatte di lusso e il ministero della Giustizia. Le cravatte realizzate saranno destinate a doni istituzionali e alla polizia penitenziaria. Il lavoro è cruciale per riconnettere l'individuo con la società, ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando all'inaugurazione: "In questo caso si tratta di mettere in mettere in moto un meccanismo che genera occupazione e quindi è doppiamente positivo".

La ditta napoletana ha fornito mobilio, macchinari e maestre artigiane per i corsi di formazione. Per il giovane Alessandro Marinella, erede della ditta giunta alla quarta generazione, è un'opera sociale utile anche all'azienda: "Soprattutto noi, che siamo specializzati nel mondo delle cravatte, un prodotto che va sempre più a morire, ed è un peccato; sarebbe importante cercare, anche con l'aiuto delle istituzioni e di azioni socialmente utili, dare una mano al territorio e portare avanti queste tradizioni e questa moda che non deve morire mai."

La possibilità di lavorare e studiare in carcere sarà sancita, ha detto il ministro Orlando, con la riforma definitiva dell'ordinamento penitenziario. Dovrebbe essere una opportunità offerta a tutti i detenuti e non solo a chi usufruisce di misure alternative al carcere. Ma la difficoltà, ribadisce il ministro, non è solo di fondi e di organizzazione; è la sensibilità al tema nella società a mancare: "Non c'è e va creata, nel senso che non appena si parla di lavoro in carcere si comincia a dire "ma perché il lavoro ai detenuti e non invece fuori". Quello che si deve dire è che il lavoro per i detenuti è un investimento per tutti; non solo si rende utile un periodo che altrimenti non è utile a nessuno, ma si costruisce un percorso grazie al quale si abbatte drasticamente la recidiva. Una scelta non soltanto utile per i detenuti ma utile per la società".

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