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Preside vieta preghiere in classe, scoppia la polemica a Palermo

Esponente Lega porta a scuola una Madonna

27 Novembre 2017

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Palermo, (askanews) - Non accenna a placarsi alla scuola elementare Ragusa Moleti di Palermo la protesta scoppiata dopo la decisione del preside Nicolò La Rocca di vietare, con una circolare, le preghiere in classe durante le ore curricolari, e di rimuovere dai corridoi tre statue raffiguranti la Madonna. La protesta, che ha coinvolto per prime le mamme degli alunni, si è estesa anche alla politica, e dopo uno striscione di Casa Pound affisso nei giorni scorsi fuori dalla scuola, oggi è toccato ad Alessandro Pagano, coordinatore di "Noi con Salvini per la Sicilia occidentale" manifestare il suo disappunto. L'esponente della Lega si è presentato a scuola con una statua della Madonna da consegnare al preside. "Beh, per dimostrare che alla nostra identità, alla nostra storia, alla nostra cultura, alle nostre radici non ci rinunciamo - ha detto Pagano - E' stato un atto di prevaricazione, un atto che ha visto un preside che è evidente espressione del totalitarismo del relativismo etico che ha deciso di non tenere conto delle esigenze di alunni e genitori, non ha rispettato la legge che prevede nell'autonomia della scuola una fase fondamentale nel concordare qualsiasi iniziativa con i genitori stessi, e quindi è evidente che ha deciso di interpretare motu proprio qualcosa che non appartiene alla storia, alla cultura, alla legislazione di questo Paese".

Nutrito anche il gruppo di chi, davanti alla scuola, la pensa però come il preside e attacca il gesto di Pagano. Tra loro Giorgio Maone, della UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti): "Se voglio pregare prego in parrocchia, all'oratorio, a casa. Questi genitori non li fanno pregare i figli a casa? Hanno veramente bisogno che ci sia un insegnante che li faccia pregare? Fateli crescere tolleranti".

Mentre una mamma la pensa così: "Non è levare il simbolo della Madonna, della statuetta, non è questo che noi vogliamo - ha detto una mamma - il problema è in una scuola pubblica dove nel momento dell'iscrizione barriamo una casella in cui si dice religione facoltativa sì/no. Nel momento in cui fai parte di questo devi trovare una soluzione non che levi la preghierina, ma devi trovare una soluzione che faccia fare altre attività ai bambini non cattolici".

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