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Blue Economy, Romano (Cise): mare portatore di economia

Primo passo accordo Italia-Malta-Tunisia per Med Festival

27 Novembre 2017

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Roma, (askanews) - Il presidente del Cise, la confederazione italiana per lo sviluppo economico, Giosy Romano, fa il punto sulla cosiddetta Blue Economy nell'area del Mediterraneo alla luce di un importante accordo tra Italia, Malta e Tunisia.

"La confederazione intende porre in essere come il mare, spacciato mediaticamente per essere portatore di sciagura, può invece essere portatore di economia - spiega Romano -. Quindi il tentativo è quello di accompagnare le imprese italiane all'estero per lo sviluppo del loro prodotto e di recepire invece le istanze che arrivano dalle imprese estere per portarle in Italia ad investire, attraverso un percorso che vale circa l'8% del Pil nazionale. Quindi il tentativo è quello di promuovere tutto ciò che si muove intorno al mare, dai costruttori di navi, alla nautica da diporto, a tutto quello che coinvolge il mare in senso lato".

Perchè Malta e Tunisia? "Malta e Tunisia perchè ovviamente si affacciano sul Mediterraneo e perchè ci legano rapporti con le camere di commercio italiane all'estero. In particolare quella di Malta che ci ha visto protagonisti dell'evento che ha concretizzato la stipula dell'accordo per la realizzazione nel corso del prossimo anno del Med Festival Experience a La Valletta con il coinvolgimento dell'ambasciatore italiano a Malta e oltre alla camera di commercio di grandi imprese italiane che verranno ad esporre il loro prodotto cercando di armonizzare, più che internazionalizzare, l'impresa provando a fare comunità in senso pieno. Quindi di accompagnare le nostre imprese all'estero facendo loro anche fruire di benefici economici".

Determinante dunque in questo il ruolo del CISE: "Sono solito utilizzare un ossimoro, cioè ritengo che la confederazione sia umilmente ambiziosa, una espressione di lucida follia. L'intento è quello di realizzare nuove infrastrutture in questo paese che siano in grado di accompagnare le imprese e che passino però proprio dalla realizzazione di queste infrastrutture, in senso lato, da quelle umane a quelle materiali, in grado di determinare lo sviluppo economico del nostro paese. I soggetti promotori, i soci fondatori della confederazione, sono tre consorzi industriali che insistono su tre grandi aree, quella napoletana, quella casertana e quella del Sud pontino, l'Universitas Mercatorum e l'Eurispes. Il tentativo è quello di fare ricerche a monte e a valle, per verificare su quali elementi insistere per determinare lo sviluppo. Attraverso chi di sviluppo si occupa, cioè quei consorzi industriali per troppo tempo dimenticati e che invece potrebbero assurgere, attraverso il coinvolgimento di altri enti, ad un ruolo di primo piano nazionale".

Tornando all'accordo, la Blue Economy guarda al mare come strumento di sviluppo di rapporti con le economie emergenti: "Mare appunto come veicolo, il punto di partenza è Malta, per poi passare alla Tunisia ed arrivare in Brasile dove ci sarà una prima presentazione nei prossimi mesi e anche a San Pietroburgo, dove il Cise è coinvolto nonostante l'esistenza ancora delle sanzioni. Ovviamente oltre al Cise saranno coinvolte le rappresentanze diplomatiche e le principali aziende operanti in queste aree".

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