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Smog, India e Pakistan soffocati da livelli killer di particolati

L'inquinamento miete molte più vittime del terrorismo islamista

16 Novembre 2017

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Islamabad, Pakistan (askanews) - In Asia due secolari nemici si trovano ad affrontare la sfida di uno stesso e comune nemico.

In Pakistan l'opprimente cappa tossica di smog che ha soffocato per settimane vaste aree del paese sembra avere finalmente scosso il torpore fatalista delle autorità nei confronti di un inquinamento ormai fuori controllo e che ha ucciso molte più decine migliaia di persone di quanto abbia fatto il terrorismo nel corso degli ultimi anni.

La spessa coltre di smog che aleggiava sopra Islamabad nelle ultime ore è stata finalmente dissolta dalle piogge, permettendo di nuovo di scorgere sulla linea dell'orizzonte la cresta delle Margalla Hills, a nord della capitale pachistana e dietro la moschea Faisal, la più grande del mondo.

A Lahore, nei pressi del confine indiano, dove la situazione era peggiore, il livello delle polveri sottili, particolarmente nocivo per le vie respiratorie profonde, era sceso da 1.000, nel momento di massimo picco, a 159. Sembra una buona notizia ma non lo è visto che quest'ultimo dato è comunque sei volte superiore ai limiti massimi previsti dall'Organizzazione mondiale della Sanità.

Attualmente il Pakistan si colloca al terzo posto nella lista dei decessi causati dall'inquinamento, dietro Cina e India con 125mila morti all'anno, un dato che supera di gran lunga il tragico bilancio di 60mila vittime causate, nel corso degli ultimi anni, dal terrorismo islamista.

Se Sparta piange, Atene non ride. A Moradabad, città dell'India settentrionale, i fumi tossici causati dall'incenerimento di rifiuti elettronici si aggiungono alla stagionale cappa di smog creando un ancora più letale e sinergico cocktail di agenti inquinanti rispetto a Delhi, dove la situazione aveva già scatenato reazioni approdate anche sulla stampa internazionale. Il ministero della Sanità aveva infatti dichiarato uno stato di emergenza nazionale, chiudendo le scuole e rimandando a casa milioni di alunni.

Ma la realtà del problema si dilata ben oltre i confini della capitale, coinvolgendo milioni di altre persone in città più piccole, come Moradabad, i cui abitanti sono meno sensibilizzati rispetto ai gravissimi pericoli per la salute a cui possono andare incontro respirando livelli tossici di polveri sottili e microparticolati inquinanti.

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