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Crisi libanese, Macron: Hariri confermi dal Libano le dimissioni

Parigi invita l'ex premier in Francia, dopo telefonata con Ryad

16 Novembre 2017

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Parigi (askanews) - Diplomazia al lavoro per disinnescare la mina libanese, potenzialmente devastante per i fragili equilibri mediorientali. Le dimissioni a sorpresa il 4 novembre scorso del premier Saad Hariri, annunciate in Arabia Saudita, il suo principale sponsor regionale, dopo un'improvvisa convocazione da parte del re Salman, il sovrano di Ryad, hanno provocato uno sciame sismico che minaccia di allargarsi dal complesso e instabile scenario nazionale sino a confini difficilmente prevedibili.

In campo è sceso anche il presidente francese Emmanuel Macron il quale ha detto di auspicare che Hariri possa confermare la volontà di dimettersi anche dal Libano, nel quale non è ancora rientrato, lasciando planare l'inquietante ipotesi di una sorta di arresti domiciliari da parte delle autorità saudite. Se questa è davvero la sua intenzione, come ha dichiarato il portavoce del governo francese Christophe Castaner, che ha anche sottolineato come Parigi tenga molto all'indipendenza e all'autonomia del Libano del quale è stata potenza mandataria dopo la Prima guerra mondiale dal 1923 sino al 1943, quando ottenne l'indipendenza sotto il regime di Vichy del maresciallo Pétain.

"Il presidente della Repubblica si augura che il primo ministro Hariri possa riaffermare e confermare, all'interno dei confini del Libano, la sua volontà di dimettersi se questa la sua scelta", ha dichiarato Castaner in un resoconto del Consiglio dei ministri. "La Francia, dal canto suo, agirà e insisterà, come già fatto dal presidente della Repubblica la settimana scorsa, affinché il primo ministro libanese possa disporre di questa libertà di azione".

Macron, dopo una telefonata con il principe della corona saudita Mohammed bin Salman, ha poi invitato Hariri e la sua famiglia in Francia per tagliare corto alle dichiarazioni delle autorità libanesi che accusano il regno saudita di trattenere Hariri a Ryad contro la sua volontà. Il premier libanese ha fatto sapere di avere accettato l'invito del presidente anche se la data del suo arrivo non è stata ancora fissata.

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