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Libia, Guardia costiera chiede all'Europa più aiuti per la flotta

Dopo denuncia Onu: disumana la cooperazione Ue-Libia sui migranti

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Tripoli, (askanews) - La Guardia costiera libica ha chiesto maggiori aiuti all'Europa per organizzare la sua flotta ormai obsoleta, avvertendo che altrimenti nel 2018 non sarà più in grado di soccorrere i migranti nel Mediterraneo.

"La Guardia costiera libica ha salvato oltre 80mila migranti clandestini dal 2012 e circa 15mila solo quest'anno" ha dichiarato il generale Ayub Kacem, portavoce della Marina libica.

"L'anno prossimo non saremo in grado di organizzare missioni di ricerca e soccorso nella acque territoriali libiche se dovremo impiegare la stessa flotta", ha avvertito il colonnello Abu Ajila Abdel Bari, comandante della prima brigata della Marina libica. "Le nostre navi hanno grossi problemi e devono essere sottoposte a complesse operazioni di manutenzione" ha concluso.

La richiesta libica giunge all'indomani della clamorosa denuncia dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Raad al Hussein, che ha denunciato il deterioramento delle condizioni di detenzione dei migranti in Libia, definendo disumana la cooperazione dell'Unione europea con il paese nordafricano, che consiste nell'aiutare la Guardia costiera libica per intercettare e respingere i migranti. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità, ha aggiunto.

Alle pesanti accuse dell'Onu all'Italia ha replicato il viceministro degli Esteri Mario Giro dai microfoni di Radio Anch'io, su Radio Uno. "Queste notizie mettono in imbarazzo l'Onu perché è una cosa che si sapeva da tempo. Non è una novità. Non è perché adesso lo scrivono i giornali anglosassoni o lo dice un responsabile Onu che non sapevamo quale fosse il problema - afferma Giro, che ha la delega alla Cooperazione -. Già l'8 agosto scorso ho definito la Libia un inferno".

L'Onu non ha il permesso di entrare nei campi perché interviene solo se il Consiglio di sicurezza trova un accordo, ha aggiunto Giro: "L'Italia è l'unico paese che sta cercando di mediare tra le forze libiche che sono fortemente contrapposte perché l'Onu possa entrare. È un po' ipocrita scoprire adesso ciò che sappiamo da tempo", ha concluso il viceministro .

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