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Cent'anni dalla rivoluzione russa: non fu tutta "colpa" di Lenin

Lo storico Stephen Smith e il suo libro edito da Carocci

2 Novembre 2017

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Roma, (askanews) - Cento anni dalla Rivoluzione russa, uno degli avvenimenti epocali del XX secolo, le cui conseguenze sono ben presenti ancora oggi, quasi trent'anni dopo la caduta del Muro. Non una sola rivoluzione, ma una vera catena secondo Stephen Smith, professore di storia moderna a Oxford ed autore del libro 'La Rivoluzione russa', edito da Carocci con la traduzione di Maurizio Ginocchi.

"In genere - dice Smith - si distingue fra la rivoluzione di febbraio che spodestò lo Zar, e quella di ottobre che portò i bolscevichi al potere. Ma gli storici tendono sempre di più a distinguere un certo numero di rivoluzioni all'interno della Rivoluzione, e così abbiano una rivoluzione dei lavoratori nelle città, una rivoluzione spontanea dei contadini che mira a strappare la terra ai proprietari fondiari, persino nell'esercito vi è una sorta di rivoluzione, con i soldati che che cambiano le forme dell'autorità e che vogliono la pace".

Rivoluzioni che si muovevano verso una radicalizzazione; nel giro di pochi mesi si passò al bolscevismo, anche perché la popolazione intendeva la democrazia come una soluzione a problemi sociali profondi, la carenza delle terre, la povertà.

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ITW

IN 2:54-

out 3:30

Quando i bolscevichi arrivarono al potere, in quanto partito ideologicamente formato, marxista, si considerarono come gli iniziatori di un processo di rivoluzione globale che avrebbe messo fine al capitalismo e portato infine al socialismo; non pensavano di poter creare il socialismo in un Paese arretrato come la Russia, ma che il loro esempio sarebbe servito da ispirazione ai lavoratori dei Paesi più sviluppati. E pensavano veramente che il capitalismo stesse attraversando una crisi terminale, che la Prima Guerra Mondiale, con i suoi orribili massacri, significasse che il capitalismo non potesse essere resuscitato. E anche la popolazione si convinse che fosse giunta l'era di una maggiore giustizia sociale.

ITW

In 4:34

out 5:03

Lenin in particolare guardava alla Germania, che aveva un'industria molto più sviluppata della Russia, e durante la guerra aveva attraversato un processo di considerevole centralizzazione statale, e per Lenin questo costituiva l'embrione di una nuova economia socialista che si sarebbe gradualmente allargata al di là della Germania, unita alla Russia e in seguito estesa su scala europea'.

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Sappiamo invece che la storia non andò così. E' lecito chiedersi

che cosa rimane oggi di quel progetto di rivoluzione socialista.

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ITW

IN 5.08

OUT 5:46

'Molto poco, direi. Credo che sia uno strano momento per guardare alla rivoluzione russa di cent'anni fa, dato che ovviamente il comunismo cadde nel 1989, nel 1991 in Europa, sebbene continui sotto una forma molto strana in Cina. Di fatto l'ultimo recente congresso del partito comunista cinese stabilisce uno strano contrasto: l'obbiettivo della rivoluzione cinese è preparare una società socialista, che però avrà bisogno per prima cosa di sviluppare una cittadinanza benestante.

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Per Smith in ogni caso la rivoluzione non è accaduta a causa di Lenin; è è stato il leader giusto al momento giusto in un momento di sconvolgimento, quando dopo la rivoluzione di febbraio il governo provvisorio decise di continuare l'impegno bellico.

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ITW

IN 10:09

OUT 10:50

Dire questo irrita alcuni dei miei colleghi, che porrebbero un'assai maggiore enfasi sulle responsabilità di Lenin per il caos e le violenze che sarebbero arrivate dopo l'ottobre del 1917, con la guerra civile. Certamente penso che sia possibile dimostrare che Lenin si aspettasse un qualche genere di guerra civile ma se avesse capito quanto sarebbe stata terribile è assai discutibile. Quel che voglio dire che Lenin è un leader attivo ma che si trova in circostanze sulle quali ha un controllo assai scarso.

ITW

IN 11:42

OUT 12.06

sì, i bolscevichi riuscirono sì fino a un certo punto a plasmare il corso della rivoluzione ma dovendo affrontare ad ogni passo delle situazioni di collasso economico e di intervento estero, nonché ogni sorta di eventi inattesi nel corso di una guerra, e furono queste cose a modificare il corso della rivoluzione.

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Proprio a Mosca, intanto, il centenario passa quasi sotto silenzio.

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ITW

6.42-6:52

Adesso.. (in italiano) - E' un momento molto imbarazzante per il governo Putin.

ITW

IN 7:42-

OUT 8:38

Ha proposto che il fulcro delle celebrazioni fosse sul concetto di riconciliazione. Il problema è che è molto difficile celebrare una rivoluzione, espressione di un conflitto e una divisione profonde, basandosi su quest'idea di riconciliazione. Ci sono state un paio di conferenze e un certo interesse dei media, e un livello di dibattito simile a quello in corso dal 1991, dopo il collasso dell'Unione Sovietica, ma ciò che è notevole è quanto poco stia avvenendo in Russia rispetto all'Europa nel suo complesso. (Sono appena tornato da un convegno in Polonia, e persino in Polonia stanno ricordando la Rivoluzione, seppure non certo con gioia, ma stanno sottolineando questo anniversario. Al confronto, in Russia, molto poco...)

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