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Le violenze al G8 di Genova del 2001 furono "atti di tortura"

Italia condannata da Corte diritti uomo per fatti di Bolzaneto

26 Ottobre 2017

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Strasburgo (askanews) - "Violenze e abusi, espressione di una volontà punitiva". L'Italia è stata condannata anche dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per i fatti di Bolzaneto, durante il G8 di Genova del 2001.

Durante il vertice, gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine culminarono con l'uccisione di Carlo Giuliani in Piazza Alimonda; il giovane di 23 anni che, insieme ad altri, stava assaltando un mezzo dei carabinieri. Nelle ore successive, decine di manifestanti e giornalisti, che stavano dormendo all'interno della scuola Diaz, sede del media center del Genoa Social Forum, furono picchiati selvaggiamente ed arrestati senza alcun motivo. Le violenze della polizia proseguirono poi nella caserma di Bolzaneto, dove erano state trasportate le persone fermate o arrestate durante i tre giorni di mobilitazione. Molte di loro, comprese alcune ragazze, furono sottoposte a torture fisiche e psicologiche.

La Corte ha sottolineato che "gli atti commessi nella caserma di Bolzaneto sono l'espressione di una volontà punitiva e di rappresaglie nei confronti dei ricorrenti, privati dei loro diritti e del livello di protezione riconosciuto a tutti gli individui dall'ordine giuridico italiano".

Secondo la Corte, questi elementi sono sufficienti a concludere che gli atti violenza ripetuti subiti all'interno della caserma di Bolzaneto devono essere visti come "atti di tortura".

La Corte, infine, considera che i ricorrenti non abbiano beneficiato di un'inchiesta ufficiale effettiva ai fini dell'Articolo 3 della Convenzione sui Diritti umani e, quindi, vi è stata anche una violazione "sotto l'aspetto procedurale".

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