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Ambiente, Mazzetti (Pd): necessario costruire filiere economiche

Il responsabile ambiente sui temi della Conferenza di Napoli

24 Ottobre 2017

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Roma, (askanews) - Stefano Mazzetti, responsabile ambiente del Partito democratico, sindaco di Sasso Marconi, fa il punto negli studi di askanews sulle politiche ambientali in Italia. A breve la conferenza programmatica del Pd e partendo dal già fatto, esempio la legge sugli ecoreati o il collegato ambientale, in che direzione ci si sta muovendo?

"Quello del clima è certamente il grande problema di questo pianeta, e l'Italia è su questo pianeta, dunque è pienamente coinvolta. Ed è la base di tutte le politiche trasversali perchè le politiche ambientali in realtà sono politiche di sviluppo, politiche sociali, di tutela del territorio. Perchè l'ambiente è dove viviamo e dunque è la cosa più importante che abbiamo. Cominciamo allora a capire che abbiamo un problema, fino a poco tempo fa ci si occupava poco dei cambiamenti climatici. Poi abbiamo scoperto che non piove, che abbiamo un problema di siccità, di piani dell'aria. E la politica è tornata a ragionare di questi temi. La Conferenza programmatica di Napoli deve identificare un'idea che ha il Pd dell'ambiente. Ed il titolo è infatti "la svolta ecologica e di sviluppo". Quindi sviluppo ed ecologia. Credo che abbiamo in questi anni commesso due errori, una è Trump, il negazionismo. L'altra quella che pensa che il problema si risolva con un cartello o con un comitato. In verità l'ambiente ha bisogno di cose che si devono fare, non solamente enunciare. Quindi un grande partito riformista come il nostro non può non porsi in quel luogo lì. E cominci a pensare a come gestire una fase di transizione per arrivare ad avere un modello nuovo, che è quello che fa dello sviluppo sostenibile la base di qualunque politica a tutti i livelli, dai Comuni sino al Governo centrale".

Concretamente come arriva il Pd sull'ambiente alla conferenza di Napoli?

"Anche con una questione di metodo. Abbiamo cominciato a chiedere, non solo a costruire un progetto noi da proporre agli altri, ma a chiedere proprio agli altri, voi che siete del settore, dalle associazioni di categoria a quelle ambientaliste, cosa pensate, quale è la vostra idea di strategia energetica per il paese. Noi abbiamo idee ma cerchiamo il confronto, capire come tradurre queste idee. Poi sta alla politica fare sintesi, ed ecco ad esempio che viene fuori che la mobilità elettrica è già ampiamente consapevole. Non credo che l'Italia possa rimanere su questo indietro se la Cina ha deciso che il 20% della produzione delle auto deve essere elettrica, e se lo dice la Cina il dubbio è che non sia solo una questione etica ed ecologica ma anche economica. O che abbiamo una fase di transizione sulla mobilità sostenibile che dice allo stesso tempo bene alla mobilità elettrica ma allo stesso tempo dobbiamo lavorare sui biocarburanti. O che abbiamo un problema di rinnovabili, pensando a come devono essere fatti gli incentivi, ragionati e non in modo generalizzato. Non ultimo, e tornando al tema principale, abbiamo bisogno di costruire filiere economiche. L'ambiente è anche creare lavoro, anzi è creare nuovo lavoro. Ed il Pd deve andare in quella direzione. Attraverso vari strumenti ed azioni, indicando che ci può essere sviluppo e deve essere sostenibile. C'è una precondizione, che si parla di problema ambientale, che dobbiamo però leggere come vantaggio economico".

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