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Estradato in Italia un minore che aveva abusato del fratellino

Fu convinto a commettere le violenze da un pedofilo seriale

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Milano (askanews) - Una vicenda dai contorni foschi, in cui il carnefice è a sua volta vittima dei disegni meschini di un orco senza scrupoli che, in maniera occulta e sotto mentite spoglie, tesseva trama e ordito di una storia folle di violenza a danno di due minori. Il primo, un adolescente milanese sedotto e convinto via chat a registrare video e foto con prestazioni sessuali estreme. Il secondo, il suo fratellino di 10 anni più piccolo, da lui violentato e abusato per compiacere una fidanzatina virtuale 17enne, identità fittizia dietro la quale, in realtà, si celava il regista di tutto: un pedofilo seriale.

La storia si è svolta nel Nord Italia e fra le maglie della rete. La Polizia però ha scoperto tutto, arrestato il pedofilo e individuato il minorenne che però, intanto, si era trasferito all'estero con la famiglia. Per lui è stato disposto un mandato di arresto europeo, in forza del quale è stato estradato in Italia. Il giovane ha confermato agli inquirenti l'autenticità dei fatti.

Tutto aveva avuto inizio con l'amicizia nata su Facebook tra l'adolescente e una apparente "ragazza 17enne, dall'aspetto avvenente", che pian piano lo ha indotto ad abusare sessualmente del fratellino e a soddisfare le sua fantasie sessuali inviandole foto e video dei rapporti.

Dietro quel finto profilo, si nascondeva in realtà un pedofilo quarantenne, single e disoccupato, residente nel Comasco, già arrestato alla fine del luglio 2017 dalla Polizia Postale per detenzione di materiale pedopornografico, e attualmente detenuto.

Proprio attraverso l'analisi del materiale sequestrato,

gli investigatori della Polpost di Verona, hanno potuto ricostruire l'intera vicenda.

Rintracciato all'estero, il minore è stato rimandato in Italia grazie alla collaborazione tra le autorità giudiziarie e di Polizia italiane e inglesi. Dovrà rispondere dei reati di violenza sessuale su minore, atti sessuali con minore e divulgazione di materiale pedopornografico, aggravati dall'abuso di relazioni domestiche. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione dei suoi familiari.

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