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Energia, parla italiano il primo ospedale green di Ong in Africa

A Wolisso in Etiopia Enel Green Power a sostegno struttura Cuamm

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Roma, (askanews) - In un'Africa divenuta grande opportunità di sviluppo sociale ed economico, l'energia con cui i medici del Cuamm, l'importante ong sanitaria padovana diretta da Don Dante Carraro, affrontano ogni giorno migliaia di visite ambulatoriali, ricoveri, assistenze a donne partorienti, nell'ospedale San Luca di Wolisso in Etiopia, incontra l'energia rinnovabile di Enel Green Power in un progetto per l'efficientamento elettrico e sostenibile del nosocomio

gestito sin dal 2000 dal Cuamm.

Un'idea, accolta e sostenuta da Antonello Cammisecra, AD di Enel

Green Power, nata da una riflessione del responsabile ambiente

Futuredem, Matteo Favero, in occasione di una visita con alcune

parlamentari della Camera proprio presso l'ospedale

di San Luca qualche settimana prima dello storico viaggio ufficiale del

Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel paese del Corno

d'Africa a maggio 2016.

Obiettivo garantire l'erogazione costante dell'elettricità

nell'ospedale, oggi alimentato in caso di distacco da costosi

generatori a combustibile, producendo valore aggiunto nel

coniugare salute e sostenibilità.

Matteo Favero: "Un tema capitale per affrontare i temi dell'immigrazione, dello

sviluppo umano e dello sviluppo imprenditoriale di una nuova

africa".

Un progetto che, con il sopralluogo già effettuato, vedrà dunque la struttura del Cuamm a Wolisso diventare tra meno di un anno, grazie a un impianto fotovoltaico e mini-grid da 160 kilowatt realizzato da Enel Green Power, il primo ospedale green del continente africano gestito da una Ong. Un vanto tecnologico e di valori tutto italiano in un'area del mondo che ha fame di energia con il 13 per cento della popolazione mondiale di cui oltre la

metà - più di 600 milioni di persone - non ha accesso all'elettricità. E' la sfida, economica ma innanzitutto sociale, che Enel Green Power ha inteso cogliere ponendo al centro l'enorme potenziale in energie rinnovabili che l'Africa offre.

Antonello Cammisecra, AD di Enel Green Power: "Noi lo facciamo perchè abbiamo un interesse economico che ci porta in Etiopia che è quello di realizzare impianti di produzione di energia rinnovabile ma per farlo siamo pronti ad affrontare un piccolo contributo, in un percorso di miglioramento

e di sostenibilità in ambiti più ampi rispetto al nostro, e sempre con un collegamento diretto. Noi qui faremo un impianto fotovoltaico il cui esito sarà avere migliore sanità disponibile per gli abitanti di questa bellissima terra".

Wolisso ha numeri da grande ospedale: quasi 80 mila visite ambulatoriali all'anno, 220 posti letto, uno dei pochissimi reparti di ortopedia del paese. Un centro oculistico, uno otorinolaringoiatra, ma soprattutto assistenza a tante mamme e tante bambine. L'anno scorso i parti sono stati 4000, tanti

quanti l'Ospedale di Padova, quattro volte il numero di parti in

un anno al Gemelli di Roma. E dentro l'Ospedale c'è anche una

scuola per infermiere ed ostetriche.

Don Dante Carraro: "Insieme è possibile fare delle belle cose. Noi siamo medici e sappiamo fare questo. Un ospedale c'è e la gente ha bisogno. Enel

Green Power sa fare Enel Green Power sa fare un sistema fotovoltaico e questo in una struttura come questa è importantissimo perchè l'energia elettrica talvolta c'è ma tantissime altre no. Dobbiamo accendere il generatore che è

costosissimo e che si rompe, inquina. Con un sistema fotovoltaico che fornisce continuità e supporto energetico a un ospedale come questo significa dare un beneficio diretto a tante mamme e tanti bambini che qui vengono ricoverati".

Ma non c'è solo Wolisso nell'opera del Cuamm. Ancora Don Dante: "Noi viviamo di carità, di gente che crede a quel che facciamo, che ci sostiene. Lancio allora un appello affinchè quello che stiamo facendo a Wolisso si possa fare anche negli altri 19 ospedali che stiamo sostenendo negli altri 7 paesi dell'Africa dove stiamo lavorando sempre al servizio dei più poveri e degli

ultimi".

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