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Strage di Las Vegas, la polizia non esclude complici del killer

Si pensa che Stephen Paddock avesse pianificato un altro attacco

5 Ottobre 2017

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Las Vegas (askanews) - Sulla strage di Las Vegas plana l'ipotesi di una regia più articolata rispetto a quella del folle isolato. Gli inquirenti che indagano sulla strage del 1 ottobre non escludono infatti la possibilità che Stephen Paddock abbia avuto uno o più complici.

"Non ci convince che questo individuo sia stato capace di spostare tante armi in una camera d'albergo senza l'aiuto di qualcuno" ha detto lo sceriffo Joseph Lombardo. "Soprattutto valutando tutto il materiale a disposizione nelle sue due residenze. Ci sono chiaramente persone che conoscono bene questo personaggio e che potrebbero aiutarci a comprendere le sue azioni".

Secondo la polizia Paddock ha sparato per dieci minuti contro la folla che assisteva a un concerto, dal 32esimo piano dell'hotel Mandalay Bay di Las Vegas, uccidendo 58 persone e ferendone 489. Le indagini hanno accertato che il killer ha passato decine di anni ad acquisire armi e munizioni, vivendo una vita fuori dai riflettori e dai radar della polizia e pianificando meticolosamente la peggiore strage interna nella storia degli Stati Uniti.

Lo sceriffo Lombardo ha infine rivelato che Paddock aveva affittato una stanza all'Ogden Hotel, pochi giorni prima di attuare il suo progetto omicida, dal 22 al 24 settembre, in contemporanea con un festival di musica alternativa, forse pensando a un'altra strage.

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