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Addio a Tettamanzi, il suo spirito critico a servizio dei deboli

L'arcivescovo emerito di Milano si è spento a 83 anni

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Milano (askanews) - Addio al cardinale Dionigi Tettamanzi, morto a 83 anni dopo una lunga malattia. L'arcivescovo di Milano dal 2002 al 2011 si è spento a Villa Sacro Cuore di Triuggio, in Brianza, luogo in cui era nato e dove aveva deciso di ritirarsi con l'aggravarsi della malattia.

Una figura che ha lasciato un segno profondo nella città di Milano, e non solo, con la sua attività pastorale da quando nel 2002 è stato chiamato a sostituire una personalità tanto amata come Carlo Maria Martini. Tettamanzi è stato un fine intellettuale che non ha mai abdicato al suo ruolo di servitore della comunità; ha sempre affiancato alle sue ricerche teologiche, che hanno dato un contributo attivo al dibattito pubblico dentro e fuori dalla Chiesa soprattuto su temi come la bioetica e la famiglia, la concretezza delle azioni, sempre dalla parte dei più poveri e degli ultimi.

E' rimasta nella memoria di tutti la frase con cui salutò la città di Milano al suo arrivo nel 2002: "I diritti dei deboli non sono diritti deboli".

Sua l'istituzione del fondo per la famiglia annunciata nell'omelia di Natale nel 2008, nel pieno della crisi economica, un'idea per aiutare chi aveva perso il lavoro, che non solo è ancora attiva ma negli anni è cresciuta.

Si era ritirato a vita privata da qualche anno, ma aveva continuato a lavorare e servire messa fino a dicembre, quando le sue condizioni di salute si sono aggravate. Un peggioramento, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, ma che non gli ha impedito un'ultima uscita pubblica, per incontrare Papa Francesco, il 25 marzo scorso.

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