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Venezuela, Commissione elettorale: nessuna manipolazione dei dati

Dopo l'apertura di un'inchiesta per presunte frodi sull'affluenza

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Caracas (askanews) - Le autorità elettorali venezuelane hanno respinto al mittente, bollandole come irresponsabili, le accuse di manipolazione dei dati sull'affluenza alle urne per l'elezione di domenica scorsa dell'Assemblea costituente, mosse dalla società che si è occupata delle operazioni di voto.

I sospetti di frode hanno spinto la procuratrice generale del Venezuela Luisa Ortega ad aprire un'inchiesta nominando due giudici per indagare i quattro direttori del Consiglio nazionale elettorale. Scatenando la reazione della Commissione. Secondo le autorità venezuelane, infatti, più di otto milioni di elettori, pari al 41,5% del corpo elettorale, avrebbero partecipato allo scrutinio.

"Queste dichiarazioni" ha dichiarato Tibisay Lucena, presidente del Consiglio elettorale nazionale, "si inseriscono nel contesto di aggressione permanente, cominciato da più di due settimane, contro il sistema elettorale venezuelano e che, come tutti sanno, include anche una sanzione contro di me da parte del governo statunitense, in quanto responsabile elettorale. Quelli che partecipano a questa aggressione contro la democrazia si aspettano di intimidire quanti hanno preso parte al voto. Per trasformare la gioia della pace nel suo contrario e per questo insistono nel tentativo di rendere invisibili oltre otto milioni di venezuelani", ha concluso la Lucena.

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