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Spazio, conclusa con successo la missione Esa "Lisa Pathfinder"

Via libera a Lisa, cacciatore orbitale di onde gravitazionali

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Darmstadt (askanesws) - Missione compiuta con successo per Lisa Pathfinder, il dimostratore orbitale del "cacciatore" di onde gravitazionali, le increspature spazio-temporali predette da Einstein nella teoria della relatività generale. Nella serata del 18 luglio 2017, dopo 16 mesi di attività, dal centro di controllo missione di Darmstadt, in Germania, il team scientifico della missione dell'Esa, ha inviato al satellite il segnale di spegnimento; la sonda ora si trova su un orbita sicura attorno al Sole.

Durante il suo funzionamento, Lisa Pathfinder, lanciata nel dicembre del 2015, ha testato le tecnologie per la missione Lisa, il futuro osservatorio spaziale per le onde gravitazionali - la cui esistenza è stata dimostrata di recente dagli interferometri terrestri Ligo e Virgo - e ha dimostrato la sua possibilità operativa.

Ora gli scienziati dell'Esa stanno lavorando alla realizzazione di Lisa, l osservatorio per onde gravitazionali più ambizioso mai costruito: tre satelliti che lavoreranno in formazione coordinata, formando un triangolo equilatero con un lato da 2.5 milioni di chilometri. Le onde gravitazionali che attraverseranno la formazione di Lisa provocheranno spostamenti pari a un trilionesimo di metro.

L obiettivo è misurare le onde gravitazionali a bassa frequenza, prodotte ad esempio dalla collisione tra buchi neri supermassicci, oggetti con masse da milioni a miliardi di volte quella del Sole. Questi segnali sono attualmente inaccessibili ai rivelatori di onde gravitazionali terrestri, ma potranno essere rivelati dallo Spazio e consentiranno di esplorare i misteri e le origini dell'Universo in un modo mai fatto prima.

Importante il contributo italiano alla missione Lisa Pathfinder con i sensori inerziali prodotti in Italia dalla Compagnia Generale dello Spazio con il finanziamento dell Agenzia Spaziale Italiana (Asi) su progetto degli scienziati dell Università di Trento e con la coordinazione del principal investigator della missione, Stefano Vitale dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

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