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Carlsberg: -20% di consumo d'acqua nella produzione della birra

Presentato a Milano il bilancio di Sostenibiltà

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Milano (askanews) - Una riduzione del 20 per cento del consumo d'acqua per produrre un singolo ettolitro di birra; utilizzo di fusti in PET pari all'88 per cento del formato consegnato ai punti di spillatura; 100% di rifiuti di stabilimento avviato al recupero; energia utilizzata negli impianti di produzione generata al 100 per cento da fonti rinnovabili. E' la via della birra alla sostenibilità secondo il bilancio Sociale di Carlsberg Italia giunto, con la sesta edizione, a marcare i dieci anni di lavoro dell'ammistratore delegato Alberto Frausin.

Frausin, artefice di alcune coraggiose scelte dal forte impatto ambientale - come la valorizzazione della tecnologia DraughtMaster che ha eliminato la CO2 aggiunta dalla birra e i fusti in metallo - racconta così quello che considera il successo più importante del 2016 all'insegna della sostenibilità. Frausin ha parlato a margine della presentazione del bilancio di Sostenibiltà che si è svolta alla "7 Luppoli, Birra & Cucina" di Milano.

"Sono tanti, ne cito uno che mi sta molto a cuore: abbiamo risparmiato, nel 2016, dieci milioni abbondanti di chili di emissioni di CO2 nell'atmosfera. E' un risultato straordinario francamente al di sopra di quanto speravo. L'altro dato estremamente importante è aver risparmiato il 20 per cento di consumo di acqua per produrre la birra. E ci porta al risultato di soli tre litri e mezzo di acqua per un litro di birra, tra i migliori a livello internazionale".

La riduzione di CO2 immessa nell'atmosfera è stata ottenuta con l'impiego di fusti in PET, riciclabili, anziché gli obsoleti fusti in metallo. Si tratta di una tecnologia, la DraughtMaster, che sta rivoluzionando l'impatto ambientale sul segmento "horeca", segmento sul quale Carlsberg ora rilancia puntando all'ulteriore riduzione di lattine e vetro.

"La straordinarietà di questa tecnologia ha fatto sì che ha spostato i consumi in Italia da vetro e lattine al fusto. Quindi abbiamo spostato sette punti in questi 5 anni, passando dal 36 al 44 per cento circa. La grande sfida dei prossimi cinque anni è fare un salto di dieci punti e portare il fusto nei bar, ristoranti e fuori casi a quasi il 60% di consumo".

Un obiettivo ambizioso per Carlsberg Italia, che nonostante i risultati raggiunti in termini di sostenibilità non rinuncia a esplorare nuovi ambiti di miglioramento.

"Ce n'è tanti: per esempio stiamo lavorando, in un contesto internazionale, per sostituire la bottiglia in vetro con una in fibra di legno. L'ho fatta vedere recentemente; stiamo facendo i primi test; ci vorranno ancora due-tre anni di lavoro".

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