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L'amico di Vasco: "Noi insieme come Dj, era un cantante timido"

Leo Persueder: non pensava di certo di arrivare a questo livello

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Roma, (askanews) - Sul maxi-palco di Modena Park, al concertone di Vasco Rossi, per i suoi 40 anni di carriera, c'era anche Leo Persueder, amico storico del Blasco, e primo 'collega' dj insieme al rocker di Zocca. Ecco il suo racconto ad askanews.

"Prima di tutto nasciamo come dj, perché Vasco mentre iniziava a scrivere le prime canzoni, negli anni Settanta, cominciava a strimpellare un po' la chitarra, non era convinto che queste canzoni potessero avere davvero un successo. Nascevano dal suo stomaco, dalla sua pancia, dalla sua vita, da quello che gli accadeva attorno. Ma lui non pensava certo di arrivare a questo punto. Anzi, era anche un po' timido nel sapere agli altri che faceva canzoni. Un lavoro da cui invece era molto attratto era quello del dj. Vasco, infatti, fondò la quarta radio libera in Italia nel '75-'76, quando ancora era proibito occupare l'etere e non si poteva trasmettere. Infatti ogni tanto arrivava la polizia, tagliava i cavi, chiudevamo la radio e poi la riaprivamo. Io facevo parte di questa sua idea".

"Vasco - racconta - era un grande dj, grande conoscitore di musica soprattutto non italiana, e aveva una carica quando trasmetteva e forse è stato proprio lui a inventare in Italia un metodo che il dj non trasmette seduto, lui trasmetteva sempre in piedi. Ritengo che Vasco abbia un cervello molto raro. Ci conosciamo da tantissimo, facevamo coppia come dj, ci dividevamo la serata".

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