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Iraq, il premier Abadi annuncia la riconquista di Mosul

"La presa della moschea al Nuri segna la fine dell'Isis"

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Mosul (askanews) - Mosul è stata liberata dall'Isis. Lo hanno annunciato le autorità irachene dopo che l'esercito ha riconquistato la moschea al Nuri, nella città vecchia. Una conquista dall'alto valore simbolico, visto che proprio qui il 29 giugno del 2014, esattamente tre anni fa, Abu Bakr al-Baghdadi si era autoproclamato califfo, cioè successore di Maometto e guida di tutti i musulmani.

Nella zona di Al Nuri, i militari hanno trovato una distesa di macerie, piene di bombe trappola e mine anti-uomo. Del minareto "gobbo", Al-Hadba, costruito 840 anni fa assieme alla moschea, resta solo un moncone. "Stiamo assistendo alla fine del falso Stato del Daesh", ha detto Haider al Abadi in una dichiarazione in inglese sul suo profilo Twitter.

Nonostante i proclami di una sconfitta totale da parte dell'Isis rimangono tuttavia decine di jihadisti sparsi nella Città vecchia. La protezione civile irachena lavora alacremente per verificare che tra le macerie non ci siano civili finiti sotto il fuoco incrociato dell'esercito iracheno e dei miliziani. Il timore è che ci siano ancora dei cecchini pronti a colpire.

Se la sconfitta dell'Isis a Mosul non è definitiva, poco ci manca. Lo Stato islamico ha resistito quasi nove mesi, dal 17 ottobre 2016, giorno dell'avvio dell'offensiva. Il segno più importante della resa è la scelta di far saltare in aria la moschea, pur di non restituirla intera al governo di Baghdad.

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