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Rendiconto asset non finanziari: la Csr entra nei board aziendali

Il decreto impatterà su modelli di governance. Convegno UBI Banca

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Milano (askanews) - Si parla di asset e attività "non finanziarie", ma le iniziative e le azioni in ambito ambientale e sociale, o la gestione degli impatti sul territorio delle attività anche non immediatamente produttive sono per le imprese fattori che hanno una ricaduta diretta sui conti economici. E richiedono quindi un'attenzione strategica da parte dei consigli di amministrazione.

Se ne è parlato, a Milano, nel corso di un convegno organizzato da UBI Banca e Nedcommunity e che ha visto a confronto uomini di impresa, professionisti e esperti sullo scenario che si apre con la nuova normativa in tema di rendicontazione non finanziaria delle imprese. Con l'esercizio, 2017, infatti le imprese di interesse pubblico dovranno dar conto e rendere verificato e trasparente le attività di sostenibilità e responsabilità aziendale.

"Credo che la sostenibilità in questo momento sia un dovere di tutte le aziende - dice Letizia Moratti, presidente del Consiglio di gestione di UBI Banca - Il bilancio di sostenibilità che questa norma rende obbligatoria per certi tipi di aziende è importante. UBI è già avanti in questo: da tempo noi redigiamo il bilancio di sostenibilità, e ci occupiamo di politiche ambientali. L'augurio è che questa legge diventi un punto di riferimento per tutti".

La nuova normativa - è emerso nel corso del convegno - potrà avere una portata propulsiva per il cambiamento culturale all'interno delle aziende che dovranno concretamente considerare fattori come l'ambiente, o l'impatto sociale, quali driver strategici per la sopravvivenza stessa dall'impresa nel lungo periodo. "E' una bella sfida per i consigli di amministrazione che saranno chiamati a rispondere della qualità e anche dell'obiettività delle informazioni che producono e rilasciano al mercato - dice

Paola Schwizer, presidente di Nedcommunity - Auspichiamo davvero che non venga assunta come una ennesima esigenza di compliance, ma che venga considerata l'occasione per una riflessione più approfondita sulla capacità per le imprese italiane di mettere in atto con successo dei modelli di business sostenibili a vantaggio della crescita dell'economia".

Interpreti del cambiamento che la nuova normativa potrà portare all'interno delle governance aziendali potranno essere, in prima istanza, gli amministratori indipendenti, come spiega Patrizia Giangualano membro indipendente del Consiglio di sorveglianza di UBI Banca. "Gli amministratori, e gli amministratori indipendenti in particolare - afferma Giangualano - devono riuscire a creare all'interno dell'azienda e all'interno del board dei processi e modalità per trattare questi argomenti nel modo più corretto. Questo significa poterne discutere in appropriati comitati, collegando sempre di più questa tematica alla problematiche dei rischi, e creando un'area di sviluppo che faccia crescere l'azienda e dia una maggiore visibilità alle iniziative che si stanno portando a sostegno del territorio, delle are in cui si lavora e anche verso i nostri clienti e nel miglioramento stesso dei nostri prodotti".

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