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Sheri, fuggita da Boko Haram: la guerra mi ha strappato mia madre

Rifugiata nigeriana, grazie a Il Melograno vive vicino Milano

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Roma, (askanews) - Periferia sud di Milano, casa sulla stazione di Locate. Da agosto, la cooperativa "Il Melograno" di Legacoop ospita in uno Sprar 12 rifugiate provenienti da Nigeria, Camerun e Costa D'Avorio.

Sherikat viene da Baga, in Nigeria, dove nel 2015 Boko Haram ha distrutto 16 villaggi e la città stessa, con uccisioni di massa e attacchi terroristici tra i più cruenti della storia. Due anni prima, l'organizzazione terroristica aveva distrutto 2.000 case. La madre di Sheri era stata uccisa. Morto anche il padre, mentre ancora oggi lei non sa se il fratello e la sorella siano vivi.

"Siamo qui alla Casa della Stazione da circa 8 mesi. Siamo 12 donne da diversi Paesi. Il mio paese di origine, la mia città è Baga. Ci sono tantissimi problemi, quello dei Boko Haram e tanti altri. C'è una guerra che mi ha portato via mia mamma. Mi manca la mia famiglia, mia mamma, i miei fratelli. Ero piccola quando mio padre è morto. Non so dove sono i miei fratelli".

"Non c'è il tempo di pensare - dice - perché tutti correvano per salvarsi, anche io. C'era una donna che era come una madre per me, mi ha aiutata a lasciare il mio paese di origine. Non volevo venire in Italia, mi aveva detto che avrei potuto lavorare in Libia, paese musulmano dove io, musulmana, avrei potuto trovare occupazione", spiega.

E invece ad aspettarla c'era il buio delle carceri. "Non solo non c'è cibo ma nemmeno un posto per dormire. Dovevamo metterci in fila per farlo", racconta.

"Un giorno un carceriere arabo ha chiamato il mio nome - continua - poteva essere quello di chiunque altra ma io mi sono alzata in piedi e sono andata con altri". E' così che è salita su una barca insieme ad altre 26 persone.

"Chiunque volesse tornare indietro, che fosse ancora sulla terra ferma o quando già era in mare, non avrebbe potuto farlo". Per la prima volta, saliva su una barca e vedeva il mare. "Era così grande, ci siamo guardati attorno: non c'era nebbia, niente, solo il blu e abbiamo chiamato Dio".

Sherikat, 24 anni, il sorriso contagioso, i capelli raccolti in un velo. La cooperativa le ha trovato un tirocinio in una comunità socio sanitaria di Milano dove segue disabili fisici. I datori di lavoro vorrebbero assumerla ma per legge deve avere un diploma ASA e seguire un corso che costa 1.600 euro che il Melograno spera un giorno di poterle fare seguire.

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