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Afghanistan, zona umida nei pressi di Kabul sotto protezione Onu

Santuario e pit-stop vitali per 400 specie di uccelli migratori

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Kabul (askanews) - Le sorprese, davvero inaspettate, di una guerra feroce e interminabile. Una rara area palustre afgana, dal 1919 riserva di caccia reale, verrà messa sotto la tutela dell'agenzia Onu per l'ambiente allo scopo di salvaguardare l'habitat di circa 400 specie di uccelli migratori che ne hanno fatto una tappa di sosta obbligata durante i loro trasferimenti.

Nel lungo, arido e difficile volo verso il Caucaso e la Siberia, attraverso il massiccio dell'Hindu Kush, le zone umide di Kol-e-Hashmat Khan alla periferia di Kabul offrono un santuario per migliaia di aironi, cicogne, pellicani e fenicotteri diretti ogni primavera dall'India meridionale verso le più fresche latitudini settentrionali.

"Gli uccelli migratori che sostano nella zona del lago di Kol-e-Hashmat Khan" spiega Andrew Scanlon, responsabile per l'Afghanistan del programma ambientale dell'Onu, "giungono dalle aree dell'India meridionale e si dirigono in Asia centrale, Uzbekistan, Tajikistan e regioni settentrionali dell'Afghanistan. In inverno, il percorso s'inverte".

Dopo 40 anni di guerra senza soluzione di continuità in una terra definita non a caso la "tomba degli imperi", quell'habitat palustre fondamentale come pit-stop per uccelli migratori bisognosi di ritemprare le forze era minacciato da un degrado in apparenza irreversibile dovuto alla crescente urbanizzazione, ai prelievi per i sistemi di irrigazione, agli sversamenti di rifiuti e al global warming che sta trasformando le caratteristiche ambientali locali.

L'impegno delle Nazioni unite per la difesa di quelle zone umide si coniuga a quello del governo afgano che intende preservare le scorte idriche della capitale.

"Salvaguardare aree come queste serve anche a tutelare le sorgenti idriche di Kabul" sottolinea Hares Shirzad, specialista dell'Onu per gli adattamenti nei confronti dei cambiamenti climatici. "Oltre a difendere l'habitat di un gran numero di uccelli migratori, l'area protetta diventerà anche un contributo al settore turistico afghano".

Ma questo, purtroppo, forse non sarà per domani.

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