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Usa, Comey: Trump mi chiese di chiudere l'indagine su Flynn

L'ex direttore Fbi nella testimonianza scritta al Senato

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Washington (askanews) - Con una testimonianza scritta inviata al Senato degli Stati Uniti, l'ex direttore dell'Fbi, James Comey, ha confermato tutte le accuse al presidente americano Donald Trump diffuse nelle ultime settimane. Un documento potenzialmente esplosivo con cui giovedì 8 giugno dovranno fare i conti i senatori della commissione Intelligence del Senato, davanti alla quale l'ex direttore dell'Fbi si presenterà per testimoniare.

Nel documento Comey per la prima volta mette nero su bianco una serie di accuse molto pesanti sul tentativo del presidente di interferire nel lavoro del capo della polizia federale. Trump chiese a Comey di lasciare cadere l'inchiesta sui rapporti con l'intelligence russa

del consigliere per la sicurezza nazionale Micheal Flynn. E ancora, in una telefonata chiese a Comey di dire pubblicamente che il presidente americano non era indagato. E poi il presidente degli Stati Uniti chiese "lealtà" all'allora capo del Fbi. Ma Comey rispose: "Da me avrai sempre onestà". Alla fine Trump senza alcun

preavviso decise di licenziarlo.

In un comunicato Marc Kasowitz, l'avvocato di Trump, ha affermato che il presidente è "lieto" che l'ex direttore del Fbi abbia "finalmente confermato pubblicamente le sue notizie private che il presidente non è indagato in alcuna inchiesta sulla Russia". Tanti media americani Trump non dovrebbe sentirsi tanto tranquillo. Pe un caso come quello di Comey in molti vedono l'ombra dell'impeachment.

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