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Panico a Torino, scoppiano le polemiche sulla sicurezza

Sentito ragazzo dello zainetto. Appendino in consiglio comunale

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Torino (askanews) - Decine di interrogatori nella notte a Torino per capire che cosa ha scatenato il panico in piazza San Carlo durante la finale di Champions League Juventus-Real Madrid e che ha provocato oltre 1500 feriti di cui due in gravi condizioni. Al momento il fascicolo aperto dalla procura torinese è contro ignoti, e non ha ipotesi di reato, come ha confermato il procuratore capo Armando Spataro.

Nel mirino degli investigatori soprattutto su un gruppo di tifosi bianconeri, e in particolare il ragazzo con lo zainetto. Il giovane a petto nudo ha fatto il vuoto intorno a se, aggirandosi con le braccia allargate e uno zaino a spalle, con movenze che evocano quelle di un potenziale kamikaze. Questo avrebbe scatenato il panico.

Ma la polemica esplode anche sulla gestione della situazione, in primis sul difficile accesso alle vie di fuga, ma non solo.

Il Comune di Torino è sotto accusa perché nell'ordinanza relativa all'iniziativa per la finale di Champions, non è stato fatto alcun cenno al divieto di possesso di bottiglie di vetro, come invece accade in ogni manifestazione all'aperto. Sono stati proprio i cocci sparsi per terra a provocare l'altissimo numero di feriti tra la gente in fuga e spesso senza scarpe. Le bottiglie sarebbero state vendute da numerosi ambulanti abusivi presenti in piazza già dal primo pomeriggio. La sindaca Chiara Appendino riferisce in Consiglio comunale.

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