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Clima, il no di Trump a Parigi non ferma la green economy Usa

Vanno avanti città leader e top player, anche Exxon

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Roma, (askanews) - Il no del presidente Usa Donald Trump fermerebbe il primo vero grande progetto globale e planetario del XXI secolo, quell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici voluto dalle Nazioni Unite per rallentare la febbre del pianeta Terra? A guardarla dagli States, con una lente peraltro tutta economica, pare proprio di no. Anzi, l accordo di Parigi va avanti comunque, e non solo perché gran parte dei 147 Paesi che lo hanno ratificato ha già espresso l intenzione di attuare il trattato e tra questi le maggiori economie del mondo, incluse Cina, India e Unione Europea. Ma soprattutto perche con Parigi si è confermato sul lungo periodo un processo di innovazione green non solo nella produzione di energia ma in tutti i settori economici e produttivi.

Così la California ha già annunciato l'intenzione di attuare comunque l Accordo di Parigi, avviando anche collaborazioni a livello internazionale. E così ha fatto la città di New York, mentre altre 400 città a stelle e strisce hanno formalizzato l impegno di ridurre l'inquinamento da carbonio e tra esse 60 si sono date obiettivi più ambiziosi degli stessi target dichiarati dagli Usa alla COP21.

D'altronde, andare avanti con l'Accordo di Parigi è certo nell'interesse del clima ma anche delle economie: i dati Eurostat di aprile dimostrano chiaramente come l economia verde ha un andamento anticiclico, tanto che in un'epoca di sofferenza in termini di occupazione, i posti di lavoro verdi sono aumentati del 49%. Lo hanno ben capito anche gli investitori che all'assemblea degli azionisti della Exxon, la maggiore compagnia di petrolio e gas del mondo, hanno in questi ultimi giorni imposto con il 62% dei voti di rendere noti i rischi legati al cambiamento climatico.

E in Italia? il nostro paese è al vertice mondiale per l'ottenimento di energia da fonti rinnovabili, e nel 2016 vede collegati all'ambiente 250mila nuovi posti di lavoro, il 44,5% della nuova occupazione in tutti i settori. Quota che sale fino al 66% nel settore ricerca e sviluppo.

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