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Barbareschi: non mi pento, ho voluto bene a Gianfranco Fini

Esce romanzo dell'attore "Cercando segnali d'amore nell'universo"

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Roma, (askanews) - "Come hai fatto a credere a Gianfranco Fini", chiede Pino Corrias a Luca Barbareschi, durante la presentazione dell'autobiografia dell'attore "Cercando segnali d'amore nell'universo" (Mondadori) al Piccolo Eliseo a Roma. Parlando della sua esperienza in politica, l'attuale direttore del Teatro Eliseo a Roma ha risposto:

"Se ti parlassi male di Gianfranco oggi, ti direi una balla, perché io gli ho voluto veramente bene e l'avventura che ho fatto in politica l'ho fatta credendoci totalmente. Quando qualcuno mi prende in giro dicendomi 'ma ti sei commosso al discorso di Futuro e libertà', sì, mi sono commosso e piangevo, ci credevo, pensavo che potessimo fare in quel momento un centro-destra laico, innovativo, aperto. Perché l'ottusità della sinistra era terribile in quel momento, tanto è vero che appena ce n'è uno che prova a fare una roba innovativa lo odiano subito, questo è un paese complicato".

Poi ha aggiunto: "Ho visto con mano, parlo della mia esperienza politica, sinceramente io ne sono uscito arricchito, devastato ma arricchito, perché non è il mio mestiere, perché non sono un politico, ho la sindrome di Damasio: penso una cosa, sto dicendo 'non devi dirla', l'ho già detta ed è troppo tardi".

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