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Venticinque anni fa la strage di Capaci: Palermo ricorda Falcone

Tanti appuntamenti. In città il presidente della Repubblica

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Palermo (askanews) - Palermo, come il resto d'Italia, celebra il 25esimo anniversario della strage di Capaci in cui furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Nel capoluogo siciliano, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono arrivati oltre mille studenti provenienti da tutta Italia a bordo della Nave della legalità.

Parole d'ordine della giornata: non dimenticare, non abbassare la guardia contro la criminalità, come ha sottolineato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

"Memoria è vita. Siamo qui per fare memoria, e confermare una cultura di vita alternativa alla cultura di morte di una mafia che nei decenni passati governava Palermo avendo il volto di sindaci mafiosi o amici dei boss. Quella Palermo non è più quella governata dalla mafia. Oggi la mafia non governa più la città ma esiste ancora, spara, e c'è il rischio che qualcuno pensi che possa tornare a governare la città da Palazzo delle Aquile".

Sulla stessa linea la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi che ha ribadito che la mafia non è morta, ma non è più la stessa. E per combatterla bisogna incominciare a precederla come ci hanno insegnato Falcone e Borsellino.

"La mafia delle stragi era una mafia molto pericolosa, e la reazione che c'è stata ha dimostrato che quando lo Stato vuole la può sconfiggere. Non dobbiamo sottovalutare però quella di oggi. Oggi continua ad avere controllo del territorio, continua a trafficare in droga, e soprattutto non va sottovalutato che continua fare affari e sta inquinando l'economia legale del nostro Paese e dell'Europa. Per questo insieme a noi dovrebbero imparare a non sottovalutarla anche loro".

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