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Energia, Peruzzi: spinta rinnovabili, ma modello sia partecipato

Il presidente di E2i a Trevi per la tre giorni del Wec

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Trevi, (askanews) - Dalle rinnovabili può arrivare una grande spinta alla produzione di energia rinnovabile su cui l'Italia è già a buon punto. Tuttavia occorre un nuovo modo di vedere l'energia che sia più partecipato e che coinvolga di più i cittadini sul territorio per evitare gli errori che spesso hanno caratterizzato il passato. Ne è convinto Marco Peruzzi, presidente di E2i, la società di energia rinnovabile specializzata in eolico di cui sono azionisti F2i Fondi italiani per le infrastrutture, Edison, ed Edf En Energies Nouvelles, intervenuto alla tre giorni organizzata a Trevi da Wec Italia e Associazione nazionale per il clima per dicutere di Strategia energetica nazionale e di come comunicare l'energia.

"La sfida energetica di oggi - ha detto - è quella di offrire più energia per il benessere di più persone e contemporaneamente diminuirne l'impatto ambientale. Le fonti rinnovabii possono dare un contributo significativo alla generazione di energia elettrica però operatori, aziende devono cambiare l'approccio storico ai problemi dell'energia. Quindi non più centrali grandi e distribuite in modo selettivo sul territorio, ma impianti che si integrano con il territorio stesso, sia come numero sia come posizione. Quindi le istituzioni devono imparare a integrare questi nuovi impianti sul territorio come hanno fatto per le strade e gli acquedotti. Un modo diverso di vedere l'energia che chiamerei partecipato e le aziende devono cambiare il loro approccio al territorio aumentando i livelli di dialogo, di ascolto e di spiegazione in modo da far sì che l'energia rinnovabile diventi parte della vita quotidiana delle persone e quindi aumenti la produzione di kilowattora che servono alle persone ma si evitano gli impatti negativi che ci sono stati nel passato".

"E2i è una società che intende diventare leader nel settore dell'eolico e poi affrontare altre sfide nel settore delle rinnovabili. Vuole diventare un esempio di dialogo sul territorio e di integrazione, un sempio di quella che dovrebbe essere la nuova utility del futuro, non più una società nascosta che quasi non conosciamo ma una società aperta".

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