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Chloé Cipolletta: salvare i gorilla con il turismo consapevole

La biologa per oltre vent'anni in Africa

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Roma, (askanews) - Salvare i gorilla con il turismo ecologico; per i gorilla di montagna, specie in estinzione che conta solo novecento esemplari, ma anche per i loro cugini di pianura.

Questi primati sono la passione di Chloé Cipolletta, biologa per oltre vent'anni in Costa d'Avorio e poi con il WWF nel parco di Dzanga-Sangha in Repubblica Centrafricana, dove ha lavorato per abituare i grandi animali alla presenza umana, e per capire come si gestisce e si limita l'impatto umano sull'ambiente dei gorilla.

"Il turismo di visione dei gorilla a Dzanga-Sangha è una componente di un progetto integrato di conservazione e sviluppo finanziato in gran parte dal WWF ed altri partner e fatto insieme al governo Centrafricano ed è una di varie attività che servono alla protezione dell'area e anche della specie" spiega Cipolletta.

Al festival delle Scienze all'Auditorium Parco della Musica di Roma, Cipolletta ha spiegato che il turismo ecologico che porta gruppi limitati di visitatori a contatto con le grandi scimmie è anche una risorsa economica. Oggi la biologa è direttrice dei progetti di ricerca e conservazione di National Geographic in Africa orientale: lavora per promuovere la scienza e la conservazione in sei paesi, aiutando i ricercatori locali ad arrivare alle borse di studio National Geographic. Invece per gli occidentali che vogliano immergersi in Africa e aiutare il grande continente, ecco la ricetta, quella che ha seguito lei: "Visitare, non avere preconcetti, essere curiosi, aprirsi, cercare di conoscere, esplorare".

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