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L'arte oltre natura: il mondo a venire di Kristof Kintera

"Postnaturalia" alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia

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Reggio Emilia (askanews) - Un altro mondo è possibile? Rispondere a domande come queste non è uno dei compiti dell'arte, ma sollevarle, queste domande, lo è senza dubbio. E dunque entrando nella Collezione Maramotti per scoprire "Postnaturalia", la grande installazione dell'artista praghese Kristof Kintera, la sensazione di fronte a queste strutture artificiali che prendono forme della natura e prendono anche vita è quella, in un certo modo implicito e insieme evidente, di necessità. Viene da pensare che è giusto che sia così, anche se, naturalmente, il pensiero arriva solo dopo avere visto i lavori.

"Se dovessimo definire, attraverso alcune parole chiave, il lavoro di Kintera, potrebbero riassumersi indicativamente in questo modo: interrogarsi sull'idea di una nuova bellezza e interrogarsi sulla possibilità di umanizzazione di questa età tecnologica attraverso nuove forme di reinvenzione d naturale, che purtroppo al momento sono prive di anima.

Marina Dacci, direttore della Collezione Maramotti, inquadra subito i temi chiave del discorso su Kintera, che utilizzando materiali tecnologici di recupero riconfigura la nostra Età del rame in una sorta di nuovo Eden, post umano, ma comunque modellato sugli antichi erbari conservati nei Musei Civici di Reggio Emilia, che sono esposti in mostra, con anche il cortocircuito delle versioni sintetiche di Kintera che sono state accolte nella collezione di Storia naturale.

"Possiamo parlare di ecologia, possiamo parlare di nuovo umanesimo... possiamo parlare di tantissime cose - ha aggiunto Marina Dacci - è una mostra molto aperta, molto interessante e molto concettuale, ma allo stesso tempo molto popolare".

Aperta in molti sensi, compresa l'installazione, vivibile, di una copia dello studio dell'artista, luogo utile per avvicinarsi al suo metodo di lavoro e per condividere le suggestioni del processo creativo. Che la Collezione Maramotti stimola fin dall'origine, commissionando i progetti agli artisti, Kintera compreso.

"Nel caso specifico - ha concluso la direttrice - gran parte del lavoro presentato in Collezione, ma non solo perché ci sono interventi anche in città, verrà acquisito dalla Collezione, come accade normalmente. Questa mostra peraltro verrà portata anche al Rudolfinum di Praga e l'idea è proprio questa: valorizzare il patrimonio nel momento in cui si fa un invito a un artista".

Un meccanismo virtuoso che sembra riecheggiare la rinascita naturale dagli scarti del nostro presente, come se, in fondo, ogni cosa rappresentasse una possibilità ulteriore, oltre l'arte e oltre la natura.

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