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Macron, due discorsi per un presidente

Il primo solenne, il secondo fra la folla

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Roma, (askanews) - La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è cominciata con due discorsi. Il primo, poco dopo i risultati, un appello in diretta alla nazione: la scelta di un discorso presidenziale, solenne, senza folla, rivolto anche a chi non lo ha votato. Ma rivolto anche all'Europa.

"Conosco le divisioni del nostro paese, che hanno portato alcuni a un voto estremizzato. Capisco la collera, l'ansia, i dubbi che molti di voi hanno espresso". "Difenderò l'Europa, la comunità di destini che si sono dati i popoli del nostro continente" ha detto.

Più tardi, proprio sulle note dell'Inno alla gioia di Beethoven, l'inno europeo, Macron è arrivato sulla spianata del Louvre per parlare ai sostenitori. Questo è stato il momento della festa popolare. Ma anche qui il neopresidente all'inizio si è presentato solo, a simboleggiare forse la solitudine del potere. Gli stessi temi in un altro contesto:

"Una parola per coloro che hanno votato per la signora Le Pen. No, non fischiate. Hanno espresso la collera, la delusione, a volte le loro convinzioni. Li rispetto, ma farò il possibile nei prossimi cinque anni perché non ci sia più motivo di votare per gli estremi" ha detto Macron.

E poi, ancora, l'Europa: "L'Europa e il mondo aspettano che difendiamo ovunque lo spirito illuminista, così minacciato".

E prima della festa lo sguardo alle legislative di giugno, banco di prova del suo potere: "Questa maggioranza del cambiamento è quella che aspetto da voi fra sei settimane perché avrò ancora bisogno di voi".

E infine la marsigliese e la celebrazione sul palco con la moglie Brigitte.

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