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Energia, giornate a Trevi su comunicazione nella transizione

Il sindaco Sperandio: la città punta su sostenibilità e ulivi

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Roma, (askanews) - Askanews prosegue in una serie di incontri di avvicinamento alle Giornate di Trevi, dal 18 al 20 maggio, dedicate ai temi dell'energia, dell'innovazione, della comunicazione, dell'ambiente e del paesaggio. L'evento sarà riservato ai maggiori operatori della comunicazione, a giornalisti di primo livello, a imprese energetiche e alcuni stakeholders di rilievo nazionale. Il titolo di questa prima edizione sarà "Energia tra fatti, comunicazione, comunità". Il seminario è gratuito ed è promosso da Wec-Italia (www.wec-italia.org) con Askanews e ha già il patrocinio della Camera dei Deputati, della Cassa Depositi e Prestiti, del Ministero dell'Ambiente, della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, della Regione Umbria e del comune di Trevi.

In studio a presentare l'evento il sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio. Perchè Trevi?

"Trevi è una storica e quasi millenaria cittadina, è situata in una posizione particolarmente felice, un borgo circondato di ulivi. Abbiamo questi enormi uliveti che determinano, oltre alla bellezza del paesaggio, anche effetti in termini di riduzione di emissioni di anidride carbonica. Abbiamo scoperto con una ricerca fatta con alcune realtà scientifiche, che l'ulivo assorbe 3 volte l'anidride carbonica rispetto ad altre piante. Allo stesso tempo, come Comune, abbiamo sempre tenuto all'ambiente, siamo uno dei pochi comuni dell'Umbria con certificazione EMAS, abbiamo vetture elettriche ad uso dell'amministrazione comunale e allo stesso tempo cerchiamo di promuovere la comunicazione su queste tematiche. Vorremmo inoltre realizzare un impianto eolico per dare energia pulita alla nostra città. Siamo infine vicini ai cittadini per informarli e aiutarli a consumare sempre meno energia".

Gli ulivi patrimonio dell'Umbria, con una fascia oleata unica che parte da Spoleto ed arriva ad Assisi. In questo evento ci saranno anche momenti per far capire come questo sia in realtà non un patrimonio italiano ma mondiale. Si punta a far diventare questa fascia patrimonio Unesco:

"Sì, è oltre un anno che lavoriamo a questo progetto che vede coinvolti sei comuni. Con un protocollo volto a far emergere la potenzialità di questo patrimonio che ci contraddistingue. Un percorso aperto con il Mipaaf per entrare nel registro dei paesaggi rurali italiani, ne esistono solo 50. Abbiamo anche recentemente incontrato la Fao chiedendo di diventare il primo paesaggio alimentare d'Europa. Contemporaneamente stiamo lavorando ad un progetto molto ambizioso, cioè al riconoscimento dell'Unesco. Dando un senso concreto a questo nostro patrimonio, che vede anche la presenza dell'ulivo più antico di Italia, l'ulivo di Sant'Emiliano, datato al carbonio 1700 anni".

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