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Casa Bianca, la "rivoluzione" di Donald Trump avanza in maschera

I primi 100 giorni tra flop, promesse mancate e bombardamenti

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Milano, (askanews) - I primi cento giorni per ogni presidenza statunitense sono una tappa fondamentale, anche se virtuale e destituita di ogni concreta referenza nella scienza politica. A questo appuntamento, Donald Trump si presenta con una soglia di gradimento del 40%, la più bassa durante la cosiddetta "luna di miele" con gli elettori, ottimisti di default.

Trump, tuttavia, è da sempre il re della contraddizione. Sarà anche il presidente meno popolare della storia a stelle e strisce, ma Wall Street è vicina ai massimi storici. Forse perché, tassello dopo tassello, ha smantellato quasi tutto delle promesse della campagna elettorale che gli valsero la Casa Bianca.

Come quella sul Nafta, per esempio, l'accordo commerciale che lega Stati Uniti, Messico e Canada. Trump ha imposto un clamoroso cambio di rotta facendo sapere che Washington non uscirà dal North American Free Trade Agreement. Una delle tante promesse non mantenute di Gettysburg.

In quella storica località, tanto cara all'Unione, un paio di settimane prima delle elezioni, Trump aveva reso noto il programma per suoi primi cento giorni di governo. 28 promesse di cui 18 da realizzare per decreto il suo primo giorno alla Casa bianca. Non è andata così.

"Gli storici potrebbero ricordare che la maggior parte dei presidenti nei primi 100 giorni ha fatto molto più cose" sottolinea Matt Dallek, docente alla George Washington University. "Obama, per esempio, aveva già approvato una legge per un piano di rilancio da 787 miliardi di dollari".

Per di più, molti si chiedono come verrà finanziata la riduzione delle tasse, promessa dalla riforma fiscale che ha tagliato dal 35% al 15% l'imposta sulle aziende per eliminarne gli svantaggi competitivi.

"L'idea è che in questo modo l'economia decollerà producendo flussi importanti di nuove entrate fiscali e così la riforma si finanzierà da sola, facendo girare a tutto vapore il sistema", spiega Brian Galle, professore di Diritto fiscale alla Georgetown University. "Il fatto è che, in pratica, nessun economista serio ritiene che ciò possa funzionare .

Come se non bastasse, la mancata abolizione dell'Obamacare, il bando su migranti e rifugiati da sette paesi a maggioranza musulmana bocciato dai giudici, il muro al confine con il Messico sparito dalle legge di bilancio, le tensioni tra il consigliere Steve Bannon e il genero Jared Kushner sono solo alcuni dei più clamorosi flop della nuova amministrazione.

Il bombardamento in Siria, infine, con il voltafaccia rispetto alle previste alleanze tattiche con la Russia e i suoi alleati per battere il terrorismo islamista, è un altro elemento che lascia sempre più spiazzati. Dire chi sia davvero Trump è una questione di non facile soluzione.

Ora la potenzialmente catastrofica crisi con la Corea del Nord sembra il banco di prova della capacità del nuovo presidente di intervenire sugli equilibri internazionali, senza scatenare un conflitto nucleare.

E qui sorge spontanea una domanda. Perché nella giostra delle incoerenze Trump si trova in bella compagnia.

Dove sono finiti gli Obama, i Clinton, le pussyhat, i divi di Hollywood, le rock star, le folle di tutto il mondo, che sfilavano indignati quando il neo presidente deliziava il mondo illustrando le sue problematiche tecniche di seduzione femminile? Ora che Trump con il suo circolo nepotista di esperti immobiliari sta mettendo a rischio il mondo nella sua ansia di bombardiere missilistico alla dottor Stranamore - seguendo proprio gli input di quello stesso Deep State che aveva giurato di combattere sino all'ultimo operaio statunitense - sono tutti scomparsi...

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