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Musica, politica e leggenda

Vasco Rossi al Modena Park, cronaca di un mito: "Un concerto contro la paura"

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Quarantanni in poche ore. Sono passati tutti, fieri, sui 1500 mq di ledwall che li ha incorniciati per i 225mila (record mondiale) accorsi per celebrarli. Sono le 40 candeline spente da Vasco Rossi, il Komandante che - nonostante tutti e tutto - riunisce ancora un popolo adorante, bello che così forse non si era mai visto.

Anni '80, '90, 2000, 2010 fino a Un mondo migliore, per il Blasco colonna sonora di una realtà in cui ormai troppo spesso alcuni eventi finiscono per sopprimere le libertà altrui. Ma, alla faccia dell'allarmismo che ci avrebbe voluti tutti a casa impauriti anziché a festeggiare al Modena Park, il fiume inarrestabile di persone confluito sulla cittadina emiliana si è rivelato più pronto che mai. «Questo è un concerto contro la paura. È bellissimo, sono felicissimo, voglio portare un po' di gioia», ha esclamato Vasco Rossi appena sceso dall'elicottero che lo ha portato all'«Enzo Ferrari» di Modena. E ha poi, ironicamente, aggiunto: «Il locale è pieno..», riferendosi alla platea fremente sotto al palco.

E così, come pre annunciato, l'inizio è stato tutto per Colpa d' Alfredo, quello dei discorsi seri e inopportuni anticipata però dalla sinfonia di Così parlò Zarathustra di Strauss diventata popolare grazie anche a 2001: Odissea nello spazio. Subito dopo Alibi, post alcolica e lisergica, a gridare in faccia ad un sistema definito dallo stesso Komandante «goffo», pietra miliare del suo percorso. Quindi Blasco Rossi, accompagnata da 40 anni di fotografie della combriccola del Blasco: un tunnel del tempo stracolmo di ritagli di giornale, foto, concerti, esplosioni, eventi e personaggi storici da Nelson Mandela fino alla caduta del muro di Berlino. E siamo solo all'89. Le chitarre s'infuocano con gli assoli di Stef Burns e Vince Pastano.

Arrivano anche le Bollicine (non che fino ad ora l'atmosfera non fosse frizzante). E quindi «super stereo radio» a squarciagola scaldano ancora di più l'atmosfera. Ogni volta è ogni volta un'emozione. Quindi, l'arrivo del Maestro Gaetano Curreri che accompagna un'Anima fragile da brivido col pianoforte. È il turno di Splendida giornata, per la gioia dei fan che non gliela sentivano fare da anni ormai, riarrangiata per l'occasione modenese anche con una inedita coreografia.

Il primo medley è un mix di successi cacciati fuori tutti d'un fiato: Vivere una favola, Non mi va, Cosa vuoi da me e Siamo soli. Come nelle favole, ultimo singolo del rocker, fa da apripista per quella bomba emotiva che è Vivere, concepita come tributo dedicato ai fan (oltre ai presenti anche tanti «innamorati» nelle piazze davanti ai mega schermi, nei 197 cinema che hanno trasmesso l'evento e sintonizzati sulla diretta di Rai1). Rock duro poi con Sono innocente. Rewind, provocante, regala centinaia di topless e introduce Liberi liberi. Giustamente. Finalmente arriva anche il momento acustico: Il tempo crea eroi, Una canzone per te, L'una per te, Ridere di te (tutto te). E Va bene, va bene così. Lo show lascia davvero Senza parole. Sì, Stupendo (e se è arrivato il vomito è stato per le troppe birre).

Flashback con Gli spari sopra, Sballi ravvicinati del terzo tipo, C'è chi dice no. La fine della messa si avvicina, anche se nessuno pare aver voglia di andarsene a casa. Alle volte succede che desideri così tanto viverti l'evento che, quando finisce, ti rendi conto che senza quell'attesa ti mancherà qualcosa. Ma il dio Vasco non può abbandonare i suoi fedeli senza prima avergli portato la loro amata Sally, dando Un senso ulteriore a quest'incontro. Siamo solo noi. Vita spericolata fa sognare: chi non ne vorrebbe una come quelle dei film? Albachiara si porta via il sogno. Ciliegia su una torta con le candeline ormai spente. Scorrono i titoli di 180 canzoni, una dopo l'altra, sempre più veloci. Sono 40 anni di storia che, state tranquilli, non si è certo conclusa qui.

di Simona Voglino Levy

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